Unbroken , il film

Buongiorno amici lettori, oggi voglio presentare un film che mi è rimasto particolarmente impresso per il tema che tratta, il titolo è Unbroken.

Il film è uscito nel 2014, ed è stato prodotto dalla bellissima Angelina Jolie. La pellicola si basa su una storia vera, quella di Louise Zamperini, atleta olimpico, vissuto durante la Seconda Guerra Mondiale.

Il film racconta la vita di Louise durante la guerra, da quando è in una spedizione su un aereo per bombardare l’isola giapponese di Nauru. L’areo purtroppo viene danneggiato ma il pilota Phil riesce a riportarlo alla base con un atterraggio di fortuna. Siamo nel 1943.

Poi c’è un flashback in cui si passa agli anni trenta e si racconta l’infanzia di questo giovane scapestrato Louise che viene preso in giro dai suoi compagni per via delle origini italiane. Un giorno il protagonista decide di nascondersi sotto gli spalti dello stadio dove c’è una gara d’atletica. Viene scoperto, quindi fugge. Suo fratello Peter, che stava cronometrando la gara, lo nota per la sua velocità e decide così di allenarlo, facendo di Louise il più grande maratoneta. Egli parteciperà alle Olimpiadi di Berlino 1936 in cui però occuperà solo l’ottava posizione.

Sempre nel 1943 il protagonista partecipa a un’altra missione con i soldati superstiti per cercare un areo che era stato utilizzato per i pezzi di ricambio. Louise partecipa anche se non crede che il velivolo sia adeguato per la missione. Infatti il velivolo ha un guasto e precipita nel mare. Il protagonista riesce a salvarsi assieme a tre suoi compagni e riesce a sopravvivere grazie a due zattere. Durante il lungo periodo in mare resiste insieme al collega Phil mentre gli altri due muoiono.

Louise e Phil successivamente vengono catturati dagli ufficiali giapponesi per riuscire a trarre da essi informazioni sulle prossime strategie degli Alleati. I due affermano di non sapere nulla poichè sono stati su una zattera per più di un mese. Gli ufficiali non credono alle loro parole e li portano in campi di prigionia separati. Il campo dove è stato indirizzato Louise è guidato dal giovane caporale Watanabe che lo umilia.

Watanabe viene promosso e cambia campo. Questo rende felice Louise ma il campo dove è prigioniero viene danneggiato da un bombardamento ed è costretto a cambiare “dimora” ritrovandosi nel lager dove si trova proprio Watanabe che lo costringe ad alzare un pesante pezzo di legno sopra la testa senza farlo cadere pena la morte. Il protagonista non si scoraggia e riesce stoicamente a mantenere sopra la testa quel blocco di legno.

Dopo queste torture Louise e gli altri vengono liberati. In seguito Louise torna in America , si sposa e ha due figli. Lo stesso accade per il personaggio Phil. Wtanabe invece rientra nell’elenco dei criminali giapponesi più ricercati e vive tentando di nascondersi. Louise mantiene la sua promessa di pace contro il nemico proseguendo la carriera sportiva.  All’età di ottant’anni corre a Tokyo e corona così il suo sogno più grande. Muore a novantasette anni nel 2014.

unbroken

 

  • Titolo: Unbroken
  • Regia: Angelina Jolie
  • Anno: 2014
  • Durata: 137 min
  • Genere: Drammatico, azione, storico, sportivo
  • Casa di produzione: Universal Pictures, Legendary Pictures
  • Distribuzione: Universal Pictures
  • Cast:  Jack O’ Connell (Louise Zamperini), Miyavy (Waatanabe), Domhnall Gleeson (Phil)

 

 

Frase celebre del film

“Il disegno è questo: devi vivere al meglio delle tue possibilità e devi cercare di divertirti un po’ lungo la strada”

La mia recensione

Questo film mi ha toccato particolarmente. Tratta di una storia vera, quella di un uomo che è vissuto durante la guerra. Ha dovuto far fronte a un’esperienza difficile e traumatica come il secondo conflitto mondiale e nonostante tutte le peripezie ne è uscito vivo.

Louise ha dovuto affrontare il fatto di essersi trovato con dei suoi compagni di battaglia sperduto in un’isola deserta. In essa ha dovuto sopravvivere come meglio poteva, al caldo, alle intemperie, mangiando gabbiani, pesci, cercando di dialogare con i suoi compagni per mantenersi attivo. Ha dovuto superare un’ esperienza ancor più traumatica. Quella di essere stato fatto prigioniero in un campo di lavoro giapponese, capitanato dal generale Watanabe. Il protagonista viene sottoposto a umiliazioni, a portare sulle spalle un grande pezzo di legno nonostante il dolore alla caviglia.

Ho apprezzato particolarmente Louise. L’ho trovata una persona forte, che ha superato tutti gli orrori che potevano capitargli.  È sopravvissuto al più atroce dei conflitti, e deve fare i conti però con gli strascichi che la guerra ha portato: l’odio. Il protagonista però riesce anche ad andare oltre l’odio. lo ha dimostrato correndo a Tokyo all’età di ottant’anni. Realizzando così anche il suo sogno più grande. Colpisce la tenacia di questo personaggio che non si arrende e lotta per sopravvivere. Che conserva la sua umanità e non si lascia sopraffare dalla malvagità delle persone. Mi ha affascinato anche il personaggio di Watanabe che nonostante la sua crudeltà si rivela per quello che è: un uomo fragile e disturbato.

Un film che merita di essere visto, per la forza delle immagini trasmesse e perché aiuta a ricordare quello che non deve essere dimenticato. Fa rivivere quello che la Seconda Guerra Mondiale è stata: un trauma. La guerra ha inciso su chi l’ha combattuta. Ha privato i soldati di sentirsi uomini e non delle bestie che si accaniscono l’uno contro l’altro. Solo dei numeri e non degli esseri umani. Ciò però non ha impedito a persone come Louise di sopravvivere e riuscire a riconciliarsi con il nemico superando l’odio. Un film bellissimo per il messaggio che viene tramesso  è quello di pace, un monito a non odiare il proprio nemico anche se esso ci ha fatto del male, perchè è l’ostilità che ha portato ai conflitti, alle stragi.