Recensione Ti darò il sole di Jandy Nelson


Buongiorno amici lettori . Rieccoci dopo molto tempo con una delle mie recensioni. Oggi vi propongo ti darò il sole di Jandy Nelson.

 

Questo romanzo è consigliato a tutti coloro che vogliono respirare arte e incontrare uno stile ironico, divertente ma allo stesso tempo lucido e appassionato.

Se dovessi descrivere questo volume una frase  che utilizzerei sarebbe il romanzo degli equivoci e delle parole non dette. Qui viene indagato con estrema lucidità il rapporto tra fratelli gemelli. Un legame fatto di complicità, lealtà ma anche di rivalità è competizione. Perché ci si vuole mettere in gioco, far rivalere la propria bravura nei confronti dell’altro, per ricevere le attenzioni dei d genitori ed essere ritenuti migliori, più bravi del proprio gemello.

Ecco, questo legame è al centro della narrazione di Ti darò il sole. I protagonisti sono Noah e Jude, due gemelli alla ricerca della propria identità artistica che crea tra loro rivalità. Entrambi vogliono essere elogiati per le proprie doti. Comunque li vediamo far fronte comune per quanto riguarda il rapporto tra  i loro genitori che sono in via di separazione.

Ti darò il sole può essere definito come romanzo delle parole non dette perché Noah è Jude pur di entrare nella scuola d’arte che tanto desiderano arrivano a farsi dispetti omettendo atti e parole. Dunque nascondendo segreti che invece dovrebbero essere  confessati per mantenere un buon rapporto entra in gioco la competizione. Vengono nascoste lettere importanti e distrutte opere d’arte.

Quando si comprende, dopo un lungo percorso e grazie alla guida di qualche spirito, i segreti tornano a galla, vengono svelati. Perché quello che  è importante non è essere migliori degli altri ma essere se stessi sempre e comunque.

Delicato è anche lo stile con cui viene narrato l’amore segreto di Noah per una persona speciale. Una persona per cui il protagonista riesce ad uscire allo scoperto e ad essere finalmente se stesso.

Un volume imperdibile per i personaggi che il lettore incontra. Jude è una figura che mi è rimasta impressa per la sua spiccata sensibilità, per il suo essere leale e fraterno. L’ho trovata una figura che ricerca la propria identità artistica e la trova grazie ad uno stage presso un importante artista e scultore. Mi ha conquistato perché nonostante si sia messa in competizione con il fratello comprende il valore fondamentale dell’unione, della fratellanza. Grazie a questo cambiamento trova anche l’amore in un giovane che promette di aspettarla per l’eternita.

Noah invece mi ha colpito perché è un genio dell’arte, abile nel disegno. Infatti viene soprannominato da tutti Picasso. Mi è rimasto impresso perché risulta un personaggio sicuro di se e delle proprie capacità. È tenace, non si fa abbattere neanche dopo essere stato rifiutato dalla scuola d’arte nella quale desiderava entrare. Egli decide comunque di coltivare la sua vena artistica. Inoltre crede fermamente nel suo amore che solo alla fine si saprà essere corrisposto.

Bellissima è decisamente azzeccata la scelta di narrare la vicenda dei protagonisti alternando la fase in cui erano bambini e quella invece che li vede adolescenti. Risulta efficace, perché fa vedere i cambiamenti che avvengono nei personaggi, ne evidenzia la loro evoluzione. Mette in mostra figure alla ricerca della propria strada.

Dunque un libro che mette la voglia di testare le proprie doti artistiche e che fa riflettere sull’importanza di valori quali la fratellanza e la famiglia.