Recensione: Quel ragazzo all’ultimo banco di Luigi Cerciello

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Buongiorno cari lettori. Eccomi con un nuovo consiglio di lettura. Oggi voglio suggerirvi un testo che vi farà riflettere. Vi farà capire quanto è importante pensare con la propria testa e non farsi condizionare dagli altri.

La trama

Christian è un ragazzo che si potrebbe definire timido, poco socievole. Sceglie di andare a vivere da solo perché è stanco del continuo tira e molla tra i suoi genitori.

A scuola siede sempre all’ultimo banco. Non parla mai con nessun compagno se non in rari casi. Dunque mantiene un basso profilo. Egli è convinto di non avere niente di interessante da dire e sopratutto crede che agli altri non importi ciò che pensa, quello che prova. Una conferma di ciò è il fatto che la ragazza di cui si era innamorato lo lascia subito dopo una notte di passione.

Tutto cambia quando conosce Matteo Colombo, supplente di filosofia che invita il protagonista a cambiare atteggiamento mentale. Infatti gli affianca Anna come compagna di banco con la quale instaurerà un rapporto che valicherà i confini dell’amicizia.

Grazie a Matteo Christian impara anche ad esprimere meglio se stesso, a capire chi è e che cosa vuole veramente.

 

 

La mia recensione

Questo è un romanzo che ho trovato molto instruttivo. Mi ha fatto riflettere su quanto è importante trovare il coraggio di esprimersi e di quanto è facile farsi un opinione sbagliata degli altri solo perché non ci si è mai veramente fermati a conoscergli meglio.

Ho trovato suggestiva la scelta di alternare la narrazione in due modi. Una parte raccontata in terza persona, in cui sappiamo semplicemente cosa accade al protagonista, nella quale insomma vengono raccontati gli eventi. Una scelta narrativa fatta apposta per apparire più fredda e distaccata rispetto alla seconda maniera di narrare. Ovvero quella del diario. Quella in cui lettore può conoscere meglio il protagonista, comprendere meglio il suo stato d’animo e il suo essere solitario. Grazie al diario sappiamo cosa Christian pensa veramente e come lo fa sentire ciò che gli accade nel quotidiano.

Pensando che le altre persone persone non lo trovino interessante e che non si curano di ciò che pensa egli trova il suo modo di esprimersi attraverso carta e penna. Attraverso questa modalità introspettiva è possibile capire meglio le motivazioni di Christian a mantenere la sua corazza, ma anche, pian piano e solamente con alcune persone, ad eliminarne alcune parti per scoprire il suo lato altruista e generoso.

Insomma il diario diventa lo spazio intimo e personale del protagonista. Come se si sentisse libero di esprimersi solo così. Cosa che non avviene dopo l’incontro tra il giovane solitario e il professor Colombo. Un incontro che fa mettere in discussione tutte le certezze di Christian.

Inoltre ho apprezzato molto i personaggi che ho trovato ben caratterizzati.

Il protagonista mi è rimasto particolarmente impresso perché rispecchia il mio modo di essere, un po’ solitario e poco socievole. Una figura che ho apprezzato perché è intelligente. Studia, lavora. Si mantiene da solo perché non vuole avere più niente a che fare con i suoi genitori che hanno provato miseramente e più volte a ricucire un rapporto ormai logorato. Mi ha stupito perché piano piano esce dal suo guscio, dalla sua zona di comfort, aiuta la sua compagna di banco e interagisce con il professor Colombo.

Sono rimasta affascinata dalla figura di Matteo. Un personaggio alternativo che mette in discussione il modo tradizionale di fare lezione. Egli aiuta i suoi studenti a pensare con la propria testa ma anche a mettersi nei panni degli altri facendo comprendere loro che è facile crearsi idee sbagliate su alcune persone quando non si è mai entrati veramente in contatto con loro.

Infine ho apprezzato la delicatezza di Anna, il modo tenero con il quale entra in connessione con il protagonista è a farsi spazio nel suo cuore. Gli fa capire che non si è fatto tutti allo stesso modo e che se siamo stati feriti in passato da qualcuno non è detto che lo facciano le nuove persone che conosciamo.

Un volume vivamente consigliato a chi vuole uscire dalla propria zona di confort, a chi crede nella forza del pensiero e a chi ha il coraggio di mettere in discussione se stesso, le proprie idee e le proprie convinzioni.