Recensione libro Io uccido di Giorgio Faletti

Buongiorno amici lettori! Oggi vi presento un libro che vi lascerò davvero con il fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina. Si tratta di Io uccido, di Giorgio faletti.

La trama

Un dee-jay di Radio Monte Carlo riceve, durante la sua trasmissione notturna, una telefonata delirante. Uno sconosciuto, dalla voce artefatta, rivela di essere un assassino. Il fatto viene archiviato come uno scherzo di pessimo gusto. Il giorno dopo un pilota di Formula Uno e la sua compagna vengono trovati morti e orrendamente mutilati sulla loro barca. Inizia così una serie di delitti, preceduti ogni volta da una telefonata a Radio Monte Carlo con un indizio “musicale” sulla prossima vittima, e ogni volta sottolineati da una scritta tracciata col sangue, che è nello stesso tempo una firma e una provocazione: lo uccido… Per Frank Ottobre, agente dell’FBI in congedo temporaneo, e Nicolas Hulot, commissario della Sûreté Publique, inizia la caccia a un fantasma inafferrabile. Alle loro spalle una serie di rivelazioni che portano poco per volta a sospettare che, di tutti, il meno colpevole sia forse proprio lui, l’assassino. Di fronte a loro un agghiacciante dato statistico. Non c’è mai stato un serial killer nel Principato di Monaco. Adesso c’è.

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  • Titolo: Io uccido
  • Autore: Giorgio Faletti
  • Casa editrice: Baldini & Castoldi
  • Data di pubblicazione: luglio 2014 (prima edizione: 2002)
  • Pagine: 682
  • Prezzo: 9 euro
  • Prezzo ebook: 6,99 euro
  • Narrazione: in terza persona

 

La mia recensione

Premetto di non essere una grande fan del genere giallo, preferisco decisamente i romanzi rosa. Ma ho voluto sperimentare qualcosa di diverso leggendo questo libro, su consiglio di una mia cara amica. Mi sono fidata del suo suggerimento, anche perché finora i libri che mi ha consigliato hanno incontrato i miei gusti. Allora ho deciso di iniziare questa avventura leggendo Io uccido e ora vi racconto questo viaggio.

Le prime pagine sono riuscite a suscitare il mio interesse e via via che proseguivo con la lettura ecco che questo interesse si è trasformato in vera e propria curiosità.

Sebbene Io uccido sia il suo primo libro, Faletti è riuscito nell’intento di creare una trama davvero avvincente. Personalmente credevo di annoiarmi leggendo solamente di uccisioni, morti e sangue. Invece mi ha sorpreso il fatto che questo libro, oltre alla parte thriller, comprenda anche molto di più.

In ognuno dei carnevali (così vengono chiamati i capitoli) infatti non viene raccontata solo la follia di Nessuno, un pazzo omicida, davvero abile e astuto che non lascia alcuna traccia di sè. Si trovano racconti di persone, di vite umane. Sia quelle che purtroppo Nessuno ha deciso di spezzare, sia di molti altri personaggi, ognuno davvero ben dettagliato in tutti i suoi aspetti. Vi sono poi anche amori agli albori e soprattutto amicizie indissolubili. Come quella tra Frank Ottobre e Nicolas Hulot, entrambi impegnati nella caccia all’assassino che terrorizza Montecarlo. La loro è un’amicizia davvero profonda e sincera, cementata anche da esperienze personali che li hanno uniti ancora di più. I due conoscono i reciproci scheletri nell’armadio. Tuttavia questo non li ha allontanati. Al contrario li ha resi ancora più desiderosi di sostenersi a vicenda, anche nei momenti più bui.

“Nella vita ci sono cose che ti cerchi e altre che ti vengono a cercare. Non le hai scelte e nemmeno le vorresti, ma arrivano e dopo non sei più uguale. A quel punto le soluzioni sono due: o scappi cercando di lasciartele alle spalle o ti fermi e le affronti. Qualsiasi soluzione tu scelga, ti cambia, e tu hai solo la possibilità di scegliere se in bene o in male.” 

Tra i personaggi, ho trovato molto intriganti principalmente proprio Hulot e Frank. I due dimostrano un acume sorprendente e sono stati in grado di portare avanti con abilità le complesse indagini che hanno permesso di svelare l’identità dell’assassino. Di Frank in particolare ho apprezzato il sangue freddo, la sua capacità di ragionare freddamente. Grazie a queste sue capacità è riuscito a trarre il massimo anche dall’unica misera traccia lasciata da Nessuno. Di Hulot si nota la forza d’animo che lo contraddistingue. Sebbene venga sollevato dall’incarico, questo non gli impedisce di svolgere in autonomia le sue ricerche. La sua astuzia fa sì che riesca a risolvere il mistero dell’identità di Nessuno prima di tutti, ma questa scoperta gli costerà cara.

“L’uomo è uno e nessuno. Porta da anni la sua faccia appiccicata alla testa e la sua ombra cucita ai piedi e ancora non è riuscito a capire quale delle due pesa di più. Qualche volta prova l’impulso irrefrenabile di staccarle e appenderle a un chiodo e restare lì, seduto a terra, come un burattino al quale una mano pietosa ha tagliato i fili”.

La complessità dell’assassino stesso poi è stata l’aspetto che più mi ha incatenata al libro. L’astuzia e la freddezza con cui brutalmente scarnifica le sue vittime ha fatto presagire un uomo con un’intelligenza fuori dal comune, ma anche un uomo tormentato dal suo passato. Solo pian piano si scopre il vero movente dei suoi omicidi e la sua identità. Naturalmente non ho potuto evitare di ragionare su chi fosse questo Nessuno, tuttavia non sono stata capace di individuare la sua identità. L’autore è stato abilissimo a depistarmi, quindi ho scoperto chi fosse assieme a Frank. Ripensandoci però, non era poi così difficile capirlo. Bastava cogliere un semplice indizio, che però era basilare.

Non vi svelo altro, lascio a voi scoprire chi è il misterioso Nessuno attraverso la lettura!