Recensione libro: Tempo variabile di Jenny Offill

Buongiorno carissimi liberi e libere. Siamo sempre qui per voi a tenervi compagnia con i nostri consigli per le vostre letture. Stamani vogliamo proporvi una lettura particolare, che vuole far riflettere su ciò che sta accadendo all’ambiente e quindi particolarmente indicato a tutti i liberi e le libere che hanno a cuore questa tematica. Si tratta di tempo variabile di Jenny Offill edito da NN5.

La trama

Lizzie fa la bibliotecaria. Le persone si confidano con lei, affidandole piccole parti di loro stesse. Generosa e un po’ sperduta, con suo marito Ben condivide attimi fatti di complicità e spazi vuoti; si occupa con amorevole e caotica energia di suo figlio, di un fratello con un problema di dipendenza, di una madre dall’ingombrante religiosità. Un giorno la sua amica Sylvia, esperta di cambiamento climatico, le chiede di rispondere alle mail degli ascoltatori del suo podcast Cascasse il mondo. E Lizzie riceve messaggi allarmati sulla fine dell’umanità, su come sopravvivere a una catastrofe, sul controllo globale, che amplificano le sue preoccupazioni fino a mettere in dubbio ogni certezza, compreso l’amore per Ben.

Eppure Lizzie resiste, opponendosi alla deriva dei sentimenti, alla paura per il futuro, con un umorismo asciutto e irresistibile solo a tratti venato di sconforto.Dopo Sembrava una felicità e Le cose che restano, Jenny Of ll torna con un romanzo sull’America di oggi, in balìa degli stravolgimenti climatici e dell’arroganza della politica. In frammenti brevi e illuminanti, Tempo variabile è un distillato di emozioni che ci avvolge come un’onda tiepida, in cui ci tuffiamo con la gioia e la paura che cresca fino a sommergerci.

L’autrice

Jenny Offill è autrice del romanzo Last Things, scelto come “Notable Book” dell’anno dal New York Times e finalista per il Los Angeles Times First Book Award. Coeditor, con Elissa Schappell, di due antologie di saggi, ha scritto libri per bambini, insegna Scrittura alla Columbia University, alla Queens University e al Brooklyn College. Sembrava una felicità è finalista al Folio Prize.

 

  • Titolo: Tempo variabile
  • Autore: Jenny Offill
  • Editore: NN5
  • Genere: Narrativa americana contemporanea
  • Data pubblicazione: marzo 2020
  • Numero pagine: 250
  • Prezzo copertina: 15,20 €
  • Prezzo e-book: 7,99 €

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La mia recensione

Nessuno ha lo sguardo curioso e indagatore che può avere una bibliotecaria e questo romanzo ne è la dimostrazione.

Infatti la narrazione si focalizza su Lizzie. Bibliotecaria che osserva tutti i lettori e gli utenti che arrivano in questo luogo speciale. E bello, anche un po’ buffo e simpatico il modo in cui entra nelle loro vite o cerca semplicemente di ipotizzare il carattere di una persona valutando le sue letture.

Questa bibliotecari possiede un carattere schietto, per nulla timido. Appare come una calamita, un radar che capta e osserva tutto ciò che accade attorno a lei. Che le fa mettere in discussione il suo rapporto con il marito e quasi cedere alle avance di affascinante giornalista.

Il suo sguardo verso il mondo è spiazzante, spietato, ma fa decisamente riflettere e comprendere che forse è il caso che abbiamo più rispetto per la natura e l’ambiente.

E appunto questa visione mi ha letteralmente scioccato. Mi ha anche fatto vergognare di me perché diciamo che non sono proprio un’ecologista nè un esperta di sopravvivenza.

Qui in questo libro, quello che viene prospettato è a dir poco apocalittico. Vuole invitare il lettore a prepararsi al peggio, ad attrezzarsi per quando tutto finirà. A ritrovare il suo spirito primordiale e di sopravvivenza e farlo preparandosi a vivere in condizioni estreme, persino a sopportare la sete.

Nel volume viene anche messa in luce una visione della società odierna molto poco lusinghiera. Una società consumistica, sprecona e incline agli eccessi. Che si ostina ad accumulare oggetti e ricchezza come se potessero venire a mancare da un giorno all’altro. Ma è una cosa improbabile a meno che non si viva nei paesi del terzo mondo.

La bibliotecaria Lizzie agisce. Vuole scuotere il lettore affinchè presti più attenzione a tutti i cambiamenti climatici che stanno avvenendo e che sono avvenuti. Ad avere più rispetto per tutto ciò che è il creato.Perché non possiamo pensare che sfruttandolo così al massimo primo o poi non si paghino le conseguenze.

Qui c’è anche un accenno alla filosofia buddhista che, da quanto ho potuto leggere, è quella che meglio si presta ad affrontare situazioni estreme e che sembra porre più importanza al rispetto non solo dell’uomo verso se stesso ma soprattutto verso ciò chi gli sta intorno e creare così un clima di pace.

Quindi, da lettrice, qui ho visto un messaggio nascosto. Ovvero che sembra arrivato il momento di fare pace con gli altri e con il mondo. E tutto ciò si ottiene con il rispetto e la cura dell’altro.

Un volume che fa  riflettere perché l’uomo ha davvero bisogno di poche cose per sopravvivere. Ma viviamo in una società che è abituata a vivere nell’abbondanza, che cerca di avere sempre di più pensando che accumulare possa rendere felici. Forse però la felicità va trovata da qualche altra parte e con altri mezzi. Forse è giunto veramente il momento per tutti di liberarsi del superfluo e prestare più attenzione all’essenziale.

Per quanto riguarda la narrazione, lo stile nel quale troviamo elencati gli eventi: ecco la nota dolente. Da lettrice ho faticato a leggere questo libro. Perché la narrazione è frammentaria e non sembra seguire un filo conduttore. Anche se le tematiche che si incontrano sono chiare e interessanti.

Un volume che consiglio a chi vuole avere uno sguardo più attento verso il mondo ma che comunque suggerisco a tutti noi perchè credo che l’ambiente sia di nostro comune interesse e che per questo, soprattutto in questo periodo poco chiaro, dovremmo riservargli un occhio di riguardo.

Quindi non resta che invitarvi alla lettura di questo volume cliccando sul link che vedete qui sotto e …

BUONA LETTURA!!!