Recensione libro: Succede sempre qualcosa di meraviglioso di Gianluca Gotto

Ciao a tutti libere e liberi.  Eccoci pronti a proporvi una nuova incantevole lettura. Sto parlando di Succede sempre qualcosa di meraviglioso, un romanzo di Gianluca Gotto che non potrà che sorprendervi e trascinarvi in un viaggio verso una riscoperta di sé stessi.

La trama

Succede sempre qualcosa di meraviglioso” è il racconto di un viaggio che ha come protagonista Davide, un ragazzo che vede tutte le sue certezze crollare una dopo l’altra, fino a perdere il desiderio di vivere. E Guilly, un personaggio fuori dal tempo che Davide, per caso o per destino, incontra in Vietnam e da cui apprende un modo alternativo e pieno di luce di prendere la vita.

Una storia di rinascita in cui perdersi per ritrovarsi, che Gianluca Gotto racconta portando il tema della ricerca della felicità – già affrontato nell’autobiografia “Le coordinate della felicità” – su un piano universale: la destinazione finale di questo viaggio non è conquistare un certo tipo di vita, ma uno stato d’animo. Una sensazione di calore che è sempre dentro di noi, indipendentemente da quello che il destino ci ha riservato. Potremmo chiamarla in tanti modi: serenità, pace interiore, leggerezza, calma. Oppure, come direbbe Guilly, “la sensazione di essere a casa, sempre.

 

 

  • Titolo: Succede sempre qualcosa di meravigioso
  • Autore: Gianluca Gotto
  • Editore: Mondadori
  • Genere: Narrativa italiana contemporanea/libri travel
  • Data pubblicazione: Febbraio 2021
  • Numero pagine: 432
  • Prezzo copertina: 18,05 €
  • Prezzo e-book: 9,99 €
  • Narrazione: Prima persona

 

 

 

 

La mia recensione

Capita a tutti, nella vita, di sentirsi arenati in un punto morto. Ci si sente stanchi e stressati, magari per via di un lavoro che assorbe quasi tutto il nostro tempo e le nostre energie, lasciandoci poco tempo da dedicare a ciò che invece ci fa sentire davvero bene e felici.

A volte non è il lavoro a farci sentire così, ma un senso generale di insoddisfazione. E ciò ci porta a pensare che quello che facciamo ogni giorno magari lo facciamo perché così abbiamo sempre fatto, e non perché lo desideriamo.

Ecco quindi che per i lettori di questo romanzo sarà molto facile immedesimarsi in Davide, il protagonista di questo romanzo.

Questo giovane è convinto che un domani lavorerà a tempo indeterminato nello studio di architetto in cui è impiegato come stagista, e anche che presto andrà anche a convivere con la sua ragazza, Valentina, con cui è fidanzato da sette anni. Arriva però a scontrarsi con la dura realtà, ovvero che molto spesso le cose non vanno come vorremmo.

Le scelte per lui ora sono due. Deprimersi e crogiolarsi in un baratro di tristezza, escludendo a qualsiasi spiraglio di luce di entrare, oppure reagire decidendo di smettere di essere infelice.

A tutti, come il protagonista, capitano delusioni, eventi che mai avremmo previsto accadessero. Quello che con questo romanzo ho potuto apprezzare, però, è un altro modo di vederli.

Mi sono accorta che spesso, proprio come Davide penso e ripenso. Mi chiedo come sarebbe andata se quella volta avessi fatto così? Cosa sarebbe successo se quella volta avessi agito in quell’altro modo? Oppure ancora: perché capitano tutte a me?

Leggendo questo libro mi sono convinta che è una cosa che non porta a nulla. La pura verità, infatti, è che se è andata così doveva andare così. Non c’è altra spiegazione razionale o scientifica. Semplicemente ci sono delle forze che ci spingono verso certe cose.

Mi sono quindi ritrovata molto nel protagonista, inizialmente ostinato a voler trovare una motivazione dietro ogni sua azione. Questo però ovviamente non lo fa essere una persona felice.

Sono rimasta letteralmente affascinata del racconto del viaggio in Vietnam che il nostro giovane intraprende alla ricerca di Guglielmo Travi, seguendo le volontà del nonno scomparso.

Guilly, ovvero Guglielmo, lo aiuta moltissimo a osservare le cose con altri occhi. Lo mette subito di fronte al fatto che se ha scelto di intraprendere questo viaggio, è perché ha assecondato una forza che lo ha spinto verso qualcosa di più grande di lui. Deve quindi avere il coraggio di continuare su quella strada.

Il nostro Davide cambia davvero profondamente grazie a questo cammino. Fa quello che prima credeva di fare: vivere. Arriva a capire che la sofferenza fa parte della vita e che va amata. Perché “non tutte le tempeste vengono per rovinarti la vita. Alcune arrivano per ripulire la tua strada.” e “la maggior parte delle opportunità nella vita arrivano sotto forma di problemi e drammi.”

Dobbiamo quindi cogliere questi imprevisti come opportunità che ci permettono di capire se siamo sulla strada giusta. E ciò è possibile solamente accogliendo anche queste “disgrazie” e non opponendoci ad esse, volendo a tutti i costi cambiare le cose. Come afferma Gully, infatti:

“Questa è la vita: un fiume. Ora, tu puoi avere due atteggiamenti nei suoi confronti. Essere una roccia, ovvero conficcarti nel suo letto e opporti allo scorrere dell’acqua. Il che implica sforzo, sofferenza, tensione e stress. […] Oppure puoi scegliere di assecondare quel flusso infinito e scorrere insieme all’acqua. Questo vuol dire farsi trasportare senza opporre alcuna resistenza. Accettare che tutto cambia, sempre.  Vivere con leggerezza, in completa armonia con il costante divenire. Chi impara ad amare l’incertezza trova la chiave per la serenità. Perché la vita è piena di incertezze.”

Lascio ora a voi lettori lasciarvi trasportare nel cammino intrapreso da Davide, un cammino verso una maggiore consapevolezza di sé stesso e verso una vita felice, in cui ci si gode ogni tappa. E sono sciura che apprezzerete questo giovane che finalmente decide di smettere di voler controllare ogni cosa e si apre alle novità, correndo anche qualche rischio perché “se anche dovessi fallire, domani il sole sorgerà lo stesso.”

Buona lettura,

Silvia

 

 

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