Recensione libro: Ogni piccola cosa interrotta di Silvia Celani

Buongiorno cari liberi e libere. Con queste giornate c’è solo voglia di mettersi di prendere il sole e avere la compagnia di un buon libro. Oggi vogliamo suggerirvi un romanzo dedicato a tutti coloro che si sentono in qualche modo diversi. Che portano cicatrici che tentano in ogni modo di nascondere. Ecco questo è per voi. E’ giunta l’ora di far brillare ogni vostra imperfezione perché oggi vi proponiamo la lettura de Ogni piccola cosa interrotta di Silvia Celani edito da Garzanti.

 

La trama

Mi chiamo Vittoria e la mia vita è perfetta.
Ho una grande casa e tanti amici. Non mi interessa se mia madre si comporta come se io non esistessi. Se mio padre è morto quando ero piccola. Se non ricordo nulla della mia infanzia. Se, anche circondata da persone e parole, sono in realtà sola.
Io indosso ogni giorno la mia maschera, Vittoria la brava figlia, la brava amica, la brava studentessa. Io non dico mai di no a nessuno. Per me va benissimo così.

È questo senso di apnea l’unica cosa che mi infastidisce. Quando mi succede, quello che ho intorno diventa come estraneo, sconosciuto. Ma è solo una fase. Niente potrebbe andare storto nel mio mondo così impeccabile.

Ero convinta che fosse davvero tutto così perfetto. Fino al giorno in cui ho ritrovato i pezzi di un vecchio carillon di ceramica. Non so cosa sia. Non so da dove provenga. Non so perché mi faccia sentire un po’ spezzata e interrotta, come lui. Ma so che, da quando ho provato a riassemblarlo, sono affiorati ricordi di me bambina. Della voce di mio padre che mi rassicura mentre mi canta una ninnananna. Momenti che avevo sepolto nel cuore perché, come quel vecchio carillon, all’improvviso si erano spezzati per sempre.
Eppure ora ho capito che è l’imperfezione a rendere felici. Perché le cose rotte si possono aggiustare e diventare ancora più preziose.

 

 

L’autrice

Silvia Celani è nata a Roma, ma da sempre vive in provincia, in una casa immersa nel verde, dove ama invitare gli amici per pranzi e cene che, di solito, si prolungano all’infinito. Adora i libri, il mare e le facce impiastricciate di Nutella dei suoi bambini a colazione. È sicura che Walt Disney avesse ragione: «Se puoi sognarlo, puoi farlo».

 

 

  • Titolo: Ogni piccola cosa interrotta
  • Autore: Silvia Celani
  • Editore: Garzanti
  • Genere: Narrativa italiana contemporanea
  • Data pubblicazione: maggio 2019
  • Numero pagine: 258
  • Prezzo copertina: 11,40€
  • Prezzo e-book: 9,99€
  • Narrazione: Prima persona

 

 

 

 

 

 

 

La mia recensione

Sapevo che già dalla prima pagina con questo libro sarebbe stato un vero e proprio colpo di fulmine. Un romanzo che non vorresti mai abbandonare e in cui incontri personaggi che ti restano impressi, scalfiti nella memoria come tatuaggi. Un testo che tratta di tematiche profonde, con grande sensibilità e nitidezza. Un romanzo che include chiunque si senta imperfetto, che cerca di rimettere insieme i cocco rotti della propria vita. A chi finalmente vuole tornate a respirare e non nascondersi.

Queste brevi frasi vogliono descrivere in soldoni un testo che è un vero e proprio capolavoro. Non è facile offrire una recensione che sappia rendere giustizia. Inoltre in questa recensione sarò breve. Mi soffermerò ad elencare i personaggi con i quali si ha il piacere, anzi, l’onore di fare conoscenza e le ragioni per le quali si apprezzano.

Cominciamo subito da Vittoria Castellano. La protagonista. Proviene da una famiglia benestante, orfana di padre del quale le rimane solo un carillon rotto a ricordarlo. Una madre che praticamente non sembra accorgersi di lei. Ha degli amici che in realtà non sono poi così amici. Che passano le loro giornate a sballarsi e cercare il brivido. Che guardano dall’alto in basso chi non possiede il loro stesso conto in banca.

Questa protagonista  però cerca di discostarsi dal mondo in cui è cresciuta e si fa aiutare dalla sua terapista. Con la quale intrattiene un legame sincero e che la aiuterà a ritrovare se stessa e le risposte che cerca sulla figura più importante della sua vita. Suo padre. Il quale ha tenuto nascosta la sua vera identità fino alla fine. Una figura che ha amato veramente e incondizionatamente sua figlia.

Di Vittoria mi ha catturato la sua volontà di rimarginare le sue ferite. Di ricucire quello che sentiva spezzato. Coraggio che non tutti hanno. Inoltre mi ha colpito la sua voglia di cercare se stessa e discostarsi dal mondo che sente che non le appartiene. Una figura che sa andare oltre i pregiudizi e e che sa perdonare le mancanze dei suoi genitori. Specie quelle di sua madre. Un personaggio assente che le rivolge la parola solo per impartirle ordini.

Come dicevamo sa perdonare perché scopre che anche la donna che l’ha messa al mondo ha un dramma e un grande peso che si porta nel cuore da tempo memorabile. Dramma che finisce per accomunarle e creare quella solidarietà che era sempre mancata.

 

Il lettore inoltre può incontrare Ion. Giovane muratore che fa breccia nel cuore di questa giovane alla ricerca di risposte. Entrambi hanno qualcosa in comune. Solo che le ferite di Ion oltre che interne sono anche ben visibili all’esterno. E’ un ragazzo gentile, che non si abbatte davanti alle avversità. Che ha sempre cercato per se stesso un futuro migliore. Per questo si è sempre dato da fare fin da quando era piccolo. Grazie a lui Vittoria trova la forza per affrontare una dura verità che l’aspetta riguardo suo padre.

 

 

 

Poi chi legge può fare la conoscenza della terapista di Vittoria. Una dottoressa che supera le resistenze iniziali nel percorso verso la guarigione e che  insegni alla protagonista  une delle arti giapponesi più preziose di sempre, il kintsugi. Il quale permette di riparare qualsiasi crepa dalle ceramiche. Un’arte che ha il potere di ridare la vita a qualcosa che sembrava ormai rotto. E sul kintsugi è incentrata l’intera storia.

Anche se non presente fisicamente ma solo come presenza il lettore trova anche il padre di questa giovane. Una figura che ha sempre tentato di nascondere la sua imperfezione. Infatti custodisce un segreto che non ha mai voluto rivelare a nessuno ma che certe lettere hanno portato alla luce.

Poi Luca. Colui che svela l’enigma. Serve a svelare il segreto custodito da questo padre. Un personaggio che per la protagonista diventa come una figura paterna.

Infine il nostro lettore conosce la madre di Vittoria. Figura per la quale si prova disprezzo all’inizio ma che in realtà ha amato e sa amare. Solo che è stata vittima di un terribile inganno e per questo ha creato una maschera di ghiaccio per non essere ulteriormente ferita. E’ la figura che personalmente mi ha sorpreso di più perché non mi sarei attesa questo colpo di scena clamoroso che fa cambiare opinione su di lei.

Ecco questi personaggi formano il capolavoro che è questo libro. Il quale invita ogni lettore a non nascondere la sua identità o qualche sua imperfezione ma trovare forza da essa. Rendere quella imperfezione ciò che lo caratterizza, lo rende unico.

Quindi cosa aspettate. Non nascondetevi e cliccate sul link che vedete qui sotto e…

BUONA LETTURA!!!