Recensione libro: Non superare le dosi consigliate

Buongiorno carissimi liberi e libere. Siamo sempre qui per voi a tenervi compagnia con i nostri consigli per le vostre letture. Oggi vogliamo suggerirvi un volume che affronta il tema dei disturbi alimentari ma lo fa senza rendere questo argomento troppo pesante. Si tratta di Non superare le dosi consigliate di Costanza Rizzacasa D’Orsogna.

 

La trama

«Non c’è un problema che un farmaco non curi, mamma lo dice sempre. A casa nostra non si parla, si prendono medicine. Così lei mi dà il Dulcolax ogni sera perché sono una bambina grassa. Due compresse, quattro, otto. E io non so che legame ci sia tra il Dulcolax e una bambina grassa, visto che non dimagrisco…» C’è un peso che non si può perdere, anche quando l’hai perso tutto. Matilde lo sa: la mamma, bulimica, passa le giornate a vomitare; lei ha cominciato a ingrassare quando aveva sei anni ed è affamata da una vita. A scuola elemosina biscotti, a casa ruba il pane, e intanto sogna che le taglino la mano.
Ottanta chili a sedici anni, a diciotto quarantotto; Matilde va in America a studiare, splende, ma la fame e la paura le vengono dietro. Finché, dopo la morte della madre, il tracollo finanziario del padre e una relazione violenta, supera i centotrenta chili. E quando esce, c’è sempre qualcuno che la guarda con disprezzo. Allora Matilde si chiude in casa per tre anni, e sui social si finge normale.

Ma che vuol dire normale? Un romanzo crudo e potente tra due lingue e due culture, tra gli anni Settanta e oggi. Un libro vorticoso tra perfezionismo, autolesionismo, menzogna e dipendenze.

L’autrice

Costanza Rizzacasa d’Orsogna è laureata in scrittura creativa alla Columbia University di New York. Scrive sul Corriere della Sera e sul supplemento culturale la Lettura, e tiene sul settimanale 7 la rubrica anyBody – Ogni corpo vale. Nel 2018 ha pubblicato la favola di successo Storia di Milo, il gatto che non sapeva saltare (Guanda), in corso di traduzione in vari Paesi. Non superare le dosi consigliate è il suo primo romanzo.

 

  • Titolo: Non superare le dosi consigliate
  • Autore: Costanza Rizzacasa D’orsogna
  • Editore: Guanda
  • Genere: Narrativa italiana contemporanea
  • Data pubblicazione: gennaio 2020
  • Numero pagine: 272
  • Prezzo copertina: 17,10 €
  • Prezzo e-book: 9,99€
  • Narrazione: Prima persona

 

 

 

 

 

 

 

 

La mia recensione

Ho voluto leggere questo volume perché il tema che viene esposto mi è particolarmente vicino.
Qui però viene affrontato in modo da rendere il tutto meno pesante e senza essere moralisti.

Il volume è più che altro autobiografico. Viene raccontata la vicenda di Matilda, che altri non è che l’autrice stessa, e della sua lotta con il peso.

Narra anche del rapporto con i suoi genitori, con suo fratello e quelli con i suoi fidanzati.

Questi rapporti, a volte malati,  nascondono ansia, aspettative riposte e delusa, sensi di colpa, senso di inadeguatezza e molto altro.

Tutte queste emozioni Matilda le sfoga sul cibo. Unica fonte di consolazione.

Questa bambina diventata adulta ha sempre cercato di essere apprezzata dai suoi genitori, di essere come volevano loro.

Ha anche provato un po’ di competizione con il fratello che sembrava essere il cocco di mamma.

Poi viene narrata anche la dipendenza di Matilda dai farmaci.

Dipendenza che la porta ad avere grossi disturbi fisici perché,  vedendosi grassa, ha sempre superato le dosi consigliate.

Quando finalmente realizza che doveva piacere a se stessa, scegliere la carriera che faceva per lei e che esulava dalle aspettative dei suoi genitori comincia la sua guarigione.

Guarigione lenta e in continuo divenire. Una trasformazione che la porta a  vedersi da bruco a splendida farfalla.

La tematica dei disturbi alimentari viene esposta in maniera accattivante. Ogni capitolo viene organizzato come se si stesse leggendo un bugiardino.

La narrazione non è lineare perché ci sono grandi scatti temporali- si passa a narrare di Matilda bambina a donna adulta nella stessa pagina-che magari possono ostacolare un po’ la lettura.

Ho trovato però che questi argomenti scomodi e di cui non si parla facilmente, anche se poco approfonditi, forniscono al lettore un esempio esaustivo di tutto ciò che sono i disturbi alimentari e del comportamento.

Come ha ben chiaro l’autrice stessa sono anche legati alle emozioni che non riusciamo ad elaborare.

Un volume che essendo autobiografico non fornisce riposte su come si possa guarire da questi problemi. Dunque poco consigliato a chi si aspetta di ricevere un’illuminazione che solo un’adeguata cura psicologica può offrire.

Comunque narra la vicenda di una donna che ha lottato e che lotta per sconfiggere questa malattia, che desidera avere un rapporto più sano ed equilibrato con il cibo e i rapporti sociali.

Una vicenda che , anche se sembra scritta più per l’autrice stessa che per un pubblico di lettori, vuole essere vicino a tutti coloro che hanno affrontato e stanno affrontando la loro battaglia per vincere questi disturbi.

Che vuole suggerire una via per riuscirci attraverso il messaggio di non superare le dosi consigliate.

Quindi non resta che invitarvi alla lettura di questo romanzo cliccando sul link che vedete qui sotto e…

BUONA LETTURA!!!