Recensione libro: Non baciare sua maestà il ranocchio

Buongiorno carissimi liberi e libere. Buona epifania a tutti. Qui è Luna a tenervi compagnia in questa giornata ricca di gioia e amore. Oggi voglio proporvi infatti una lettura intrigante che tratta del sentimento per eccellenza che qui vediamo in una versione intrigante e allo stesso tempo piena di dolcezza. Si tratta di Non baciare sua maestà il ranocchio di Elisa Trodella edito da Newton compton editore.

La trama

Madeleine ha trent’anni e vive a Londra. Gestisce un’attività di decorazione floreale e odia gli uomini. Dopo aver subito una cocente delusione d’amore, ha deciso di vendicarsi del genere maschile attirando gli sfortunati pretendenti senza mai concedersi. Una notte,
dopo aver mandato in bianco l’ennesima conquista, si sveglia per la musica ad alto volume proveniente dall’appartamento accanto al suo. Decisa a lamentarsi, si dirige verso la porta del disturbatore, ma resta senza parole quando si ritrova davanti una strana vecchietta, vestita in modo eccentrico, che, anziché scusarsi, la trascina dentro casa coinvolgendola in un assurdo scambio di opinioni che culmina in una danza sfrenata. Il giorno dopo, ancora frastornata per la sconcertante avventura notturna, Madeleine viene aggredita da due rapinatori mentre sta andando al lavoro. Fortunatamente per lei, un uomo alto e affascinante accorre in suo aiuto. Non ha però il tempo di ringraziarlo perché sviene. Quando riprende i sensi, si ritrova sul divanetto di uno Starbucks con il suo salvatore chino su di lei. Chi è il misterioso principe azzurro? E perché Madeleine, guardandolo, sente tutte le sue certezze venire meno?

L’autrice

È nata e vive a Roma. Scrive di Cinema per LunedìFilm de «Il Quotidiano del Sud» e scrive romanzi, raccontando l’amore nelle sue forme più oniriche e al contempo concrete, non dimenticando mai di giocare con l’ironia. Con la Newton Compton ha pubblicato Bel casino l’amore!Non baciare sua maestà il ranocchio e la Love me too series, scritta a quattro mani con Loretta Tarducci, che comprende: Scusa ma ti amo troppo, Imperfetti innamorati e Cioccolata amara.

La mia recensione:

Le mie letture preferite sono quelle romantiche, leggere, con un pizzico di pepe che non guasta mai. E Non baciare sua maestà il ranocchio di Elisa Trodella ha ampiamente soddisfatto le mie aspettative.

Qui ho incontrato una delle protagoniste femminili meglio caratterizzate di sempre. Madeleine, che evita di farsi coinvolgere troppo nelle relazioni. Preferisce sedurre e attrarre gli uomini per poi lasciargli in bianco.

Chiaro che dietro il voluto distacco emotivo di Madeleine c’è dietro tutta una storia che trovo più che comprensibile. Di certo però in tutto il romanzo non è che faccia proprio una bella figura. Perchè sembra quasi non voler comprendere che anche lei si è costruita una maschera dietro la quale si nasconde.

Questo infatti crea ulteriori incomprensioni e rallentano la doverosa ammissione dei suoi veri sentimenti. Comunque resta una figura accattivante, intraprendente e desiderosa di farsi rispettare. Dimostra di essere una persona di carattere.

Philip invece è un personaggio che mi conquistato. Nasconde fino all’ultimo tutto quello che ha sempre provato. Una figura che è la prova di come il passato ci possa condizionare, se noi lo vogliamo, ma che possiamo anche cambiarlo con la forza di volontà.

Per non parlare dell’immancabile nonnina. Tutt’altro che una simpatica e dolce vecchietta. Dimostra di saperne una più del diavolo e architetta magistralmente il suo piano. Il suo intento è comunque dovuto all’amore che ha per il nipote. Essa lo desidera solo felice. Per questo la si perdona facilemente.

In questo romanzo ci sono molte scene divertenti, alcune molto piccanti che rendono la lettura gradevole e accattivante. Lo stile è ironico e frizzante, rispecchia in pieno l’animo della protagonista ed è fedele ad un romanzo che risulta una brillante commedia romantica.

Elisa Trodella infatti ha intessuto una trama davvero coinvolgente, che si legge tutta d’un fiato e con il sorriso stampato in volto. Riesce a coinvolgere totalmente il lettore che sta sulle spine perché non vede l’ora di arrivare all’epilogo.

Un finale, a mio parere, degno di competere con tutte