Recensione libro: L’oscura immensità della morte di Massimo Carlotto

Buongiorno carissimi liberi e libere. Siamo sempre qui per voi a tenervi compagnia con i nostri consigli per le vostre letture. Oggi vogliamo proporvi una lettura che vi metterà i brividi e fa farà vedere tutto il buio che esiste dopo che si è stati sconvolti da un trauma doloroso. Perché stiamo per proporvi L’oscura immensità della morte di Massimo Carlotto.

La trama

Nel corso di una rapina, un malvivente prende in ostaggio una donna e il figlio di otto anni e li uccide. L’uomo, Raffaello Beggiato, viene condannato all’ergastolo, mentre il suo complice riesce a fuggire. Il marito della donna assassinata e padre del bambino, Stefano Contin, non si dà pace.

Per quindici anni vive con l’ossessione di quella che lui chiama “l’oscura immensità della morte”. Cambia vita, lascia il lavoro di successo che aveva prima della tragedia e diventa ciabattino in un supermercato, non frequenta più nessuno e va a vivere in uno squallido appartamento di periferia, dove trascorre il tempo a guardare quiz o le foto dei cadaveri dei suoi cari. Ha in mente solo la vendetta e architetta un piano machiavellico per portarla a termine…

L’autore

Massimo Carlotto è nato a Padova nel 1956. Scoperto dalla scrittrice e critica Grazia Cherchi, ha esordito nel 1995 con il romanzo Il fuggiasco, pubblicato dalle Edizioni E/O e vincitore del Premio del Giovedì 1996.

Per la stessa casa editrice ha scritto: Arrivederci amore, ciao (secondo posto al Gran Premio della Letteratura Poliziesca in Francia 2003, finalista all’Edgar Allan Poe Award nella versione inglese pubblicata da Europa Editions nel 2006), La verità dell’AlligatoreIl mistero di MangiabarcheLe irregolariNessuna cortesia all’uscita (Premio Dessì 1999 e menzione speciale della giuria Premio Scerbanenco 1999), Il corriere colombianoIl maestro di nodi (Premio Scerbanenco 2003), Niente, più niente al mondo (Premio Girulà 2008), L’oscura immensità della morteNordest con Marco Videtta (Premio Selezione Bancarella 2006), La terra della mia anima (Premio Grinzane Noir 2007), Cristiani di Allah (2008), Perdas de Fogu con i Mama Sabot (Premio Noir Ecologista Jean-Claude Izzo 2009), L’amore del bandito (2010), Alla fine di un giorno noioso (2011), Il mondo non mi deve nulla (2014), la fiaba La via del pepe, con le illustrazioni di Alessandro Sanna (2014), La banda degli amanti (2015), Per tutto l’oro del mondo (2016) e Blues per cuori fuorilegge e vecchie puttane (2017).
Sempre per le Edizioni E/O cura la collezione Sabot/age.

Per Einaudi Stile Libero ha pubblicato Mi fido di te, scritto assieme a Francesco Abate, Respiro cortoCocaina (con Gianrico Carofiglio e Giancarlo De Cataldo) e, con Marco Videtta, i quattro romanzi del ciclo Le Vendicatrici (KseniaEvaSara e Luz).
Per Rizzoli ha pubblicato nel 2016 Il Turista.
I suoi libri sono tradotti in molte lingue e ha vinto numerosi premi sia in Italia che all’estero. Massimo Carlotto è anche autore teatrale, sceneggiatore e collabora con quotidiani, riviste e musicisti.

 

  • Titolo: L’oscura immensità della morte
  • Autore: Massimo Carlotto
  • Editore: E/o
  • Genere: Narrativa italiana
  • Data pubblicazione: Gennaio 2005
  • Numero pagine: 183
  • Prezzo copertina: 8,00 €
  • Prezzo e-book: 7,99 €
  • Narrazione: Prima persona Pov alternati

 

 

La mia recensione

Devo ringraziare la mia unica ed ex collega di Università che mi consigliato la lettura di questo volume. Perché è stato interessante avventurarmi in una lettura diversa da quella a che è di solito il mio genere. E Carlotto poi è un autore che non avevo mai frequentato prima e leggere un suo volume è stata davvero una scoperta.

Non pensavo mi coinvolgesse nella trama e mi trascinasse con se nell’abisso della morte.

L’incontro con il protagonista, Silvano, non è stato dei più facili. All’apparenza sembra un uomo normale. Ha dovuto portarsi dentro un dolore profondo che non si augura a nessuno. Perché ha dovuto saper andare avanti da solo dopo la brutale scomparsa di sua moglie e suo figlio a causa di una rapina.

Anche se secondo la legge c’è stata giustizia perché il colpevole di questo crimine sta scontando la sua pena in un carcere e per di più è malato di cancro.

Il problema è che quest’uomo per bene non si da pace. Continua la sua vita da uomo solo con il suo lavoro al Tacco Svelto ma la sua mente pensa continuamente alla sua defunta moglie che gli dice che ha paura perché si sta facendo tutto buio.

La visione della moglie in procinto di morire lo turba. Non lo fa dormire la notte. Anche perché pare che l’ergastolano sia stato aiutato da un complice che sarebbe stato colui che avrebbe premuto il grilletto ma che non è stato ancora catturato.

Questo non da pace a Silvano. Anche se sono passati 15 anni da quel doloroso evento e per lui è arrivato il momento di farsi giustizia. Perché l’uomo che ha ucciso i suoi cari è ancora libero.

Quindi sceglie di abbracciare l’oscura immensità della morte e farsi coinvolgere in un atto di pura e semplice follia. Dicendo di essere guidato da Carla, sua moglie, arriva a compiere l’atto più sanguinoso e criminale che possa esistere. Un piano efferato, lucido e ben architettato.  Frutto di una mente sconvolta ancora da quel trauma che non è mai riuscito a superare.

Da lettrice, personalmente, è stato spiazzante vedere la trasformazione di quest’uomo. Silvano, apparentemente normale ma che cova nella sua testa strane idee.

Conduce un esistenza tranquilla. Per questo non mi sarei mai aspettata che passasse così improvvisamente da uomo per bene, incensurato, ad assassino.

Ma è la dimostrazione di cosa può scattare in una mente folle che non ha elaborato il dolore che gli ha spezzato il cuore e tolto la vita. E’ stato scioccante leggere di come mette in atto il suo piano in maniera quasi perfetta.

Convinto che non verrà mai scoperto. E se anche fosse per lui non sarebbe un problema perchè è convinto di salvarsi solo per il fatto di essere stato una vittima. Non si rende conto di essere diventato anche lui un carnefice.

Con questo non lo voglio giustificare. Ma ho compreso la sua sofferenza. Ho compreso come per lui, dopo la morte dei suoi affetti più cari, la vita non abbia più senso.

Però arrivare a vendicarsi in una maniera così sanguinosa non. Non ne valeva la pena e quindi forse è un uomo che non ha compreso bene il dolore. Perché egoisticamente esiste solo il suo.

Nel finale vediamo Silvano prendere coscienza di ciò che ha commesso. Anche se non del tutto perché afferma ancora di non essere riuscito a perdonare chi ha tolto la vita agi suoi due amori.

Quindi non è stato piacevole, anzi, direi inquietante, trovarsi di fronte ad un personaggio che è diventato un covo di rabbia, un criminale ancora in libertà. Una persona che appare ancora disturbata. Credo però che sia possibile quando perdi ciò che hai di più caro al mondo e che non ti verrà mai sostituito.

L’unica cosa positiva  è sembra vergognarsi di se stesso perché arriva a condurre una vita clandestina. Questo però me lo reso ancora più criminale.

L’incontro con Raffaello Beggiato invece è stato migliore. Un criminale che sta scontando la sua pena in carcere e che è malato di cancro. Colpisce perché dimostra che il fatto di poter riflettere su ciò che si ha commesso in galera aiuta.

Dimostra di volersi redimere e di essere cambiato. Lo afferma lui stesso quando di dice di non voler passare più il suo tempo in prigione.

E anche il fatto che decide di sacrificare la sua ritrovata libertà per l’uomo a cui ha ucciso i suoi cari. Perché sa cosa vuol dire stare in galera ed è convinto che non serva a rimettersi dai propri peccati.

Leggendo del suo comportamento e vendendo a conoscenza dei suoi pensieri ci rende conto del contrario. Perché la detenzione a lui è servita per cambiare e espiare le sue colpe. Perché ha compreso ciò che ha perso e che avrebbe potuto avere. Ovvero la libertà e l’amore.

Un volume sensazionale che mette il lettore di fronte a personaggi che vediamo trasformarsi pagina dopo pagina. Un romanzo che lo pone in una posizione scomoda. Lo fa diventare arbitro di una partita che sembra non avere mai fine.

Un volume che fa comprendere la differenza tra giustizia e vendetta e di come possano essere facilmente scambiate da persone con una mente turbata. Semplicemente sconvolgente.

Dunque, se anche voi volete immergervi nelle buie tenebre dell’abisso non ci resta che invitarvi alla lettura di questo romanzo cliccando sul link che vedete qui sotto e…

BUONA LETTURA!!!

 

 

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