Recensione libro: La colpa di Ghirghis Ramal

Buongiorno carissimi liberi e libere. Siamo sempre qui per voi a tenervi compagnia con i nostri consigli per le vostre letture. Oggi vogliamo suggerirvi un volume che saprà toccare le corde del vostro animo e vi metterà a dura prova perché tratta di religione, di rabbia, fanatismo e manipolazione di menti che si prestano ad essere indottrinate. Un volume che vi farà vedere i due volti dell’Islam e vi offrirà una critica sulla società capitalistica e la globalizzazione. Stiamo scrivendo de La Colpa di Ghirghis Ramal, edito da DeA Planeta.

La trama

Mustafa Jamal farebbe qualsiasi cosa per rendere la sua famiglia orgogliosa di lui e per distinguersi dai due fratelli. Ogni mese invia soldi alla madre perché pensi che l’Italia sia davvero il paradiso lucente che meritava il sacrificio di abbandonarla in Egitto. Accetta persino di sposare la ragazza che la famiglia ha scelto per lui, la giovane e bella Aida, e di regalarle in patria una casa e un matrimonio da favola. Ma Mustafa Jamal, giocatore incallito, vive di bugie e schiacciato dalle contraddizioni di due mondi troppo distanti; come Luciano, il suo compagno, pianista di successo che per amore è disposto ad accettarle e portarne il peso; come Michela, l’amica appena divorziata, che si trova a dover contrastare il figlio Stefano pronto, per ribellione e per amore, ad abbracciare una fede di cui ignora troppi aspetti; o come Billy, il cugino italiano di Mustafa Jamal, aspirante imàm. È un romanzo diverso da ogni altro, quello scritto da chi si nasconde dietro lo pseudonimo di Ghirghis Ramal, perché ha il coraggio di raccontare dall’interno, senza ipocrisie, la vita di un giovane immigrato seguendo le tracce dei suoi demoni fino al fondo di un inferno privato che finisce per trasformarsi in tragedia collettiva. Proprio come insegna Dostoevskij, a cui l’autore si ispira dichiaratamente, restituendo così una volta di più alla letteratura il merito di indagare il nostro tempo, i suoi laceranti squilibri, le sue illusorie seduzioni.

L’autore

Ghirghis Ramal è uno pseudonimo. Il manoscritto è stato spedito in forma anonima a un celebre scrittore e da lui all’editor di DeA Planeta: nessuno dei due conosce l’identità dell’autore.

 

 

  • Titolo: La colpa
  • Autore: Ghirghis Ramal
  • Editore: DeA Planeta
  • Genere: Narrativa contemporanea
  • Data pubblicazione: Aprile 2018
  • Numero pagine: 430
  • Prezzo copertina: 11,59 €
  • Prezzo e-book: 9,99 €
  • Narrazione: Terza persona

La mia recensione

Devo ringraziare sempre la mia cara amica ed ex collega di Università per avermi suggerito questo volume. Anch’esso improntato su giustizia, politica, difesa dei propri ideali e dei propri diritti.

Un volume che ti obbligano, in senso positivo, a prendere una posizione seria. Ti costringe a scegliere se stare dalla parte del bene o da quella del male.

In questo romanzo vengono mostrate figure che appunto si schierano da una parte o dall’altra. Vedremo anche cosa li motiva a prendere certe posizioni.

Alcuni di essi sono mossi dalla rabbia, dalla delusione per come vanno certe cose, altri invece sono spinti solo dall’amore e dalla convinzione che che sia questo sentimento in grado di far cambiare il mondo.

In particolare incontriamo Stefano, Mustafa Jamal, Bilel e Jasmine. Giovani alle prese con le difficoltà della vita e certi delle loro decisioni.

Stefano è un ragazzo che cerca di venire a patti che gli ideali in cui credeva, ora si possono ottenere solo al prezzo del sangue e della lotta. Non è disposto però ad usare tali mezzi.

Risulta una figura meravigliosa perché è disponibile all’incontro, a vedere le cose da un’altra prospettiva e non solo con i suoi occhi pieni di rabbia e rancore.

Jasmine lo aiuta in questo. Gli fa capire che è con i sentimenti veri fatti di altruismo, generosità che è possibile cambiare le cose.

Inoltre sempre Jasmine gli farà vedere un volto dell’Islam che affascina Stefano e personalmente anche me come lettrice.

Perché Jasmine offre una lettura di questa religione che è diversa da come molti potrebbero pensare. Una visione di questo credo fatta appunto di amore e apertura all’altro.

Bilel invece è la dimostrazione in chiave negativa di cosa significano il fanatismo, l’idolatria e credere in ideali che magari sono giusti ma che sono raggiunti con i mezzi sbagliati.

Questo giovane rappresenta l’altro volto dell’Isalm,  opposto a quello mostrato da Jasmine a Stefano. Un Islam basato sulla lettura del Corano.

Un credo visto in maniera rigida, rigorosa , maschilista e del quale applica alla lettera ogni insegnamento.

La visione di questa religione per Bilel è fatta di lotta, difesa contro le ingiustizie. Crede nella voce del suo signore che l’ha chiamato e lo ha fatto entrare nel suo piano che però prevede solo morte e distruzione.

Il suo futuro come himam e la sua visione così radicale della sua religione lo porta ad essere un bravo manipolatore di menti semplici che non hanno potuto studiare. Persone che finiranno loro a sacrificarsi invece dei veri criminali.

Mustafa invece è una figura con cui ho faticato ad entrare in sintonia. Non sono riuscita ad entrare in empatia con lui perché l’ho trovato un personaggio ambiguo.

L’esempio calzante di colui che non sa da che parte stare. Non sa scegliere e per questo lascia che siano gli altri a farlo per lui.

Una figura pericolosa. Perché cova dentro una rabbia che poi vediamo esploderà in un atto criminale e sanguinoso.

Anche se questo gesto non lo voleva commettere , perché egli in fondo ha un animo buono.

Il suo stato d’animo è dovuto all’ansia, a tutta la pressione che sente. In Egitto si sente sfruttato e ha voluto e dovuto sposarsi per fare contenta la madre.
La figura che venera e a cui vuole un bene dell’anima.

In Italia invece vede la libertà e si lascia cadere preda in facili vizi come il gioco d’azzardo, il fumo e l’alcool.

Una figura che pur essendo mossa dal bene finisce per ferire le persone che ama. Tra tutti è anche il personaggio più egoista tra tutti quelli incontrati in questo romanzo.

Jasmine invece è la figura più intrigante. Ha una visione aperta, non radicata della vita e della sua religione. Difende la sua posizione facendo del bene, aiutando chi è più in difficoltà e studiando per diventare una giovane psicologa degna di questo nome.

È una figura che fin da subito ha scelto da che parte stare e ha scelto il bene.

Un volume molto incisivo. Offre una profonda riflessione sulla religione, sulla società odierna.
Invita a prendere und posizione, difenderla .

Offre anche un chiaro esempio di cosa può accadere se si sceglie di schierarsi dalla parte sbagliata o ancora peggio a non schierarsi da nessuna.

Quindi non ci resta che invitarvi alla lettura di questo romanzo cliccando sul link che vedete qui sotto e…

BUONA LETTURA!!!