Recensione libro: Io sono l’altra di Cathleen Schine

Buongiorno carissimi liberi e libere. Chi ha una gemella può sapere quanto stretto è questo legame. Un rapporto forte, inscindibile. Infatti oggi vogliamo presentarvi un romanzo che tratta appunto di questo argomento. Ci riferiamo a Io sono l’altra di Cathleen Schine edito da Mondadori.

 

La trama

Daphne e Laurel Wolfe sono due gemelle dai rossi capelli fiammanti, identiche e inseparabili. Hanno una lingua segreta, incomprensibile agli adulti, che caratterizza il loro rapporto simbiotico e la loro intimità, e fin da bambine sono ossessionate dalle parole. Per farle felici, il padre regala alle figlie una copia di un prezioso dizionario della lingua inglese, che, con le sue innumerevoli e sorprendenti definizioni, diventa un vero e proprio oggetto di culto, troneggiando su un leggio al centro della casa.

Crescendo, nel corso degli anni Ottanta a Manhattan, l’infatuazione delle due ragazze per il linguaggio continua, ma proprio l’ossessione che le ha sempre tenute unite finirà per dividerle in età adulta.

Daphne è una nota columnist che si dedica a preservare la dignità e l’eleganza formale della lingua classica, mentre Laurel ne adora la natura cangiante e camaleontica, divertendosi a stravolgerne le regole fino a diventare una poetessa di una certa fama. La passione per la bellezza e i tranelli del linguaggio si legano indissolubilmente al loro destino.

Lo stile elegante e sofisticato, l’acuta osservazione delle relazioni familiari e dell’animo umano e il senso dell’umorismo sono da sempre gli ingredienti dei romanzi di Cathleen Schine, che ancora una volta regala ai suoi lettori una commedia luminosa, mai superficiale, toccante e disincantata al tempo stesso.

L’autrice

Westport, Connecticut, 1953. È diventata famosa in Italia con il romanzo La lettera d’amore (1996). Con Mondadori ha pubblicato L’evoluzione di Jane (1998), Il letto di Alice (1999), L’ossessione di Brenda (2000), Sono come lei (2003), I newyorkesi (2007), Tutto da capo (2010), Miss S. (2011), Che ragazza! (2013) e Le cose cambiano (2016). Attualmente vive a Los Angeles.

 

 

  • Titolo: Io sono l’altra
  • Autore: Cathleen Schine
  • Editore: Mondadori
  • Genere: Narrativa americana
  • Data pubblicazione: Gennaio 2020
  • Numero pagine: 255
  • Prezzo copertina: 18,05 €
  • Prezzo e-book: 9,99 €
  • Narrazione: Terza persona

 

La mia recensione:

Questo romanzo mi ha conquistato subito. Già dalla copertina accattivante non resistito ad immergermi tra le sue pagine. Le quali offrono una testimonianza di quanto siano potenti i legami di sangue. In particolare quello tra gemelle.
Inoltre in questo volume viene affrontato il tema del linguaggio, della parola. Di quanto sia importante la vulgata per costruire mondi e creare rapporti sociali.

Chi si trova a tuffarsi tra le righe di questo testo potrà fare la conoscenza della famiglia Wolfe. Composta da Arthur, il padre, Sally, la madre, e le loro due figlie Daphne e Laurel. Due gemelle che fin dalla nascita spaventano chiunque, per via del loro legame speciale e per il fatto di aver inventato una lingua tutta loro attraverso la quale possono rivelarsi tutti i loro segreti.

E questo legame tra le due sorelle sembra davvero inscindibile. Ha un non so che di proibito, intimo, persino morboso. Talmente privato da far sembrare che nel mondo esistano solo queste due gemelle. Un rapporto talmente stretto da rendere difficile crearsi una propria identità. Che rende difficile il distacco. Al punto che le due gemelle sembrano identificarsi l’un l’altra. Rispecchiarsi a vicenda. Al punto tale da intraprendere un curioso e simpatico scambio di ruoli.

Ogni tentativo di spezzare questo rapporto. Di capire meglio cosa è chi vogliono veramente essere viene stroncato. Ogni volta tornano sui loro passi. Ritornano a fare tutto insieme. Sembra che tra loro ci sia una vera e propria dipendenza.
Prima o poi però si deve per forza trovare la propria strada. Prima o poi bisogna sentirsi realizzati. Ed entrambe trovano la loro realizzazione nel campo del linguaggio. Tematica che nel testo gioca un ruolo di primo piano. Sembra essere affrontata in modo ossessivo. Talvolta ridondante.
Comunque questo argomento ha un ruolo centrale nel romanzo al pari del legame tra le due sorelle Wolfe.

Questo tema è importante perché fin da piccole queste sorelle hanno avuto la passione per le parole. Hanno creato un loro linguaggio e avevano ricevuto in dono un dizionario in cui scoprire il potere è il significato delle parole.

Così Daphne trova la sua realizzazione nel campo della revisione dei testi e del giornalismo. Diventano una guru per quanto riguarda la correttezza della grammatica. Diventa una nazista del linguaggio.
Laurel invece intraprendere una brillante carriera di insegnante per poi scoprire la sua vera vocazione nella poesia. Tra le due è sempre stata lei la più curiosa e appassionata nel campo del linguaggio.

Era lei che andava sempre a consultare il dizionario per scoprire nuove parole e saperne l’esatta definizione. Ma è anche colei che comprende che si il linguaggio, le parole possono essere univoche. Ma sono anche in continua trasformazione. Si evolvono e se ne possono inventare di nuove. E così, in continuo divenire vediamo che diventa il rapporto tra le due gemelle.

Infatti il lettore le vede crescere, cercare una propria identità, scoprire i propri gusti. Crearsi una propria indipendenza. Cercare di staccarsi l’una dall’altra. Così alla fine le  vediamo sposarsi, avere figli. Vediamo il loro legame raffreddarsi , avvicinarsi solo quando avvengono dei drammi familiari e infine ritrovarsi e perdonarsi questa distanza semivoluta. Perché si sa, i legami di sangue sono indistruttibili.

Questo romanzo poi mi è parso ancor più accattivante dato che ho una gemella e ho potuto solo comprendere quali meccanismi profondi si celano dietro questo rapporto. Che per quanto si tenti di volersi distaccare da chi è uguale a noi si finisce sempre per ritornare sui propri passi perché sappiamo che non si possono negare questi legami. Che per quanto si possa litigare, staccarsi dalla persona che più ci somiglia, possiamo sempre contare su di lei. Perché in fondo è quella che ci può comprendere meglio di chiunque altro, anche di noi stessi.

Un romanzo unico, esemplare, per certi aspetti scomodo perché mette a nudo la profondità dei legami di sangue. Un romanzo intriso di curiosità, passione. Che scava a fondo sia nei meccanismi che esistono nei rapporti familiari sia quelli che esistono nel linguaggio.

Dunque, se anche voi siete appassionati, curiosi di tuffarvi nelle profondità di questi rapporti non ci resta che invitarvi a cliccare sul link che vedete qui sotto e…

BUONA LETTURA!!!