Recensione libro: Il taccuino delle cose non dette

Buongiorno carissimi liberi e libere. Siamo sempre qui per voi a tenervi compagnia con nuove proposte di lettura. Oggi volgiamo consigliarvi un volume che che vi farà riflettere sul peso di ciò che non si dice. Di quando gravi ciò che ci si inventa per superare meglio le situazioni difficili. Si tratta de Il Taccuino delle cose non dette edito da Mondadori.

La trama

Sei sconosciuti con una cosa in comune: la loro vita non è così perfetta come vogliono far credere… Uno di questi è Julian, un artista eccentrico che da qualche tempo è precipitato in una profonda solitudine. Nell’accogliente caffè di Londra dove si rifugia nei momenti peggiori, decide di affidare la sua storia alle pagine di un taccuino verde che abbandona incurante su un tavolino. Mai più pensa che Monica, la giovane proprietaria del bar, lo legga e ne rimanga sconvolta. O che il suo piccolo atto di onestà possa avere un impatto così dirompente sulle vite di altre cinque persone che leggeranno il quaderno, portando con sé cambiamenti, amicizie, nuovi amori e, soprattutto, perdono. “Il taccuino delle cose non dette” è un romanzo sul coraggio di mostrarsi agli altri per quello che si è e scoprire che non fa paura; anzi, che essere autentici assomiglia moltissimo a essere felici.

L’autrice

Clare Pooley ha lavorato per vent’anni nel mondo della pubblicità. È autrice del memoir The Sober Diaries, tratto dal suo fortunato blog.

  • Titolo: Il taccuino delle cose non dette
  • Autore: Clare Pooley
  • Editore: Mondadori
  • Genere: Narrativa contemporanea
  • Data pubblicazione: giugno 2020
  • Numero pagine: 360
  • Prezzo copertina: 17,10 €
  • Prezzo e-book: 9,99 €
  • Narrazione: Terza persona

La mia recensione

Questo libro è stata per me una vera rivelazione. Lo consiglio a tutti. Merita di lettura e l’acquisto per molte ragioni.

Spesso si pensa di essere sinceri, autentici. Ci si vanta di conoscere chi ci sta vicino persino meglio di quanto possiamo conoscere noi stessi. Le verità però è che spesso chi  pensiamo di conoscere non è la persona che sembra. Perché di quelle persone possiamo solo avere la certezza di ciò che ci dicono. Forse neanche di quello. Perché la verità è che  non si finisce mai di conoscere una persona.

Torniamo a concentrarci sul libro. La narrazione prende l’avvio da un ritrovamento di un taccuino da parte di Monica. Una donna che l’ha ritrovato nel suo bar. Su questo quaderno trova scritta la vicenda di un uomo, Jiulian. Ex pittore che avuto una certa fama negli anni 70/80 del 900 e che vuole esortare chi ha ritrovato il suo quaderno ad essere sincero e interrogarsi sugli altri.

Questa imprenditrice che gestisce il suo locale prova a restituire al suo proprietario il taccuino color acqua marina mettendo vari annunci. Così i due si incontrano e si accordano nel proporre ai clienti del bar di poter partecipare ad un corso di pittura tenuto da Jiulian.

Monica però è all’oscuro del fatto che qualcun’alto l’abbia aiutata a rendere proficua la sua ricerca del ritrovamento dell’anziano pittore. E ignora anche il fatto che chi l’ha aiutata abbia anche letto ciò che ha scritto in questo taccuino che vuole invitare chi scrive ad essere sinceri.

Chi l’ha aiutata nell’ombra è Hazard. Trentottenne che ha lavorato in banca come trader e che vive le sue giornate all’insegna della droga, dell’alcool e delle belle donne. Decide però di disintossicarsi e condurre una vita più regolare andando in Thailandia portandosi dietro quel famoso libricino della verità.

In Thailandia Hazard conosce un certo Riley a cui intenzionalmente cede il gioco della sincerità. Così quest’ultimo. Che è il personaggio che mi è parso il più autentico di tutti si ritrova a mentire e avere una relazione con Monica basata su una bugia. Perchè le ha tenuto nascosto il fatto di aver ritrovato il taccuino e letto la sua storia e che tramite Hazard, trasformatosi in Cupido, ha cercato di farla innamorare di lui.

La meraviglia di questo volume sono i personaggi che il lettore può incontrare. Tutti offrono una lezione e fanno riflettere chi si trova in mano questo romanzo.

Partiamo da Julian. Direi che è lui il vero protagonista. Colui che ha lanciato la bomba di questo gioco della verità. E’ un pittore ma potrebbe anche recitare e vincere l’oscar a mio parere. Perché si rivela anche un ottimo attore. E’ proprio lui che ha mentito, detto bugie e fatto soffrire sua moglie e ora vuole convincere chi ritrova quel taccuino a interrogarsi su di se è sugli essere sinceri

Nonostante la sua pessima condotta per lui si può provare solo simpatia e tenerezza. Perché ha lasciato quel libricino color acqua marina perché si sentiva solo. Era annoiato dalla vita. Voleva ritrovare il brivido e semplicemente qualcuno che lo ascoltasse e si prendesse cura di lui.

Cattura perché a dispetto della sua età si rivela un vecchietto arzillo, modaiolo e pieno di esperienza. Conoscendolo il lettore potrà scoprire tutte le sfumature della vita.

Jiulian però è anche il personaggio che impara la lezione più grande. Comprende che ciò che omette ha un peso che grava più che essere sinceri. E’ stato bravo a vantarsi si essere stato autentico ma si scopre che è stato anche un gran bugiardo che ha infiocchettato la verità con la menzogna pensando così di suscitare più simpatia negli altri. Invece così ha fatto soffrire immensamente sua moglie. L’unica che avrebbe potuto amarlo.

Però non è mai troppo tardi per cambiare e impara anche questa dura e importante lezione scoprendo che viene apprezzato di più quando diventa sincero.

Passiamo a Monica. Ad essere sincera non mi ha suscitato nessuna reazione particolare. Risulta una figura indipendente, determinata. Amante del controllo dell’ordine e della pulizia. Infatti per un attimo ho pensato di ritrovarmi catapultata in un episodio di Maniaci del pulito che guardavo sul canale tv Real Time.

Ma le sue manie sono comprensibili dopo il trauma ha subito. Di lei mi è piaciuto il suo altruismo. Il fatto di essere la più disposta ad ascoltare gli altri e rendere il suo locale diverso da tutti gli altri. Più ospitale e accogliente.

Tra tutte è la figura che osserva di più le persone, tenta di conoscerle di non renderle più sconosciuti ai suoi occhi. E questo me l’ha fatta apprezzare come anche la sua scelta di aver completamente rivoluzionato la sua vita decidendo di aprire il suo locale dopo che per anni aveva intrapreso un’altra professione. Quindi questa scelta rivela che è disposta a mettersi in discussione. Dunque ancora più apprezzabile ai miei occhi.

Poi è il momento di Riley. Bello e australiano. La figura più onesta che si possa trovare in tutta la storia della letteratura. Per lui mentire è l’offesa più grande che si possa fare agli altri. Il caso vuole però che nel suo zaino ritrovi quel famoso taccuino con il progetto autenticità e che vada nel locale di Monica con l’intento di restituirlo e provare a farla innamorare di lui.

Ma anche se finisce per provare sentimenti sinceri per questa donna non si può negare che la loro relazione si basa su cose non dette. Se fosse stato sincero fin da subito forse con Monica avrebbe anche potuto funzionare e da lettrice ho fortemente fatto il tifo per lui.

La figura che mia ha catturato di più però è stato Hazard. E’ lui in realtà che ha avuto le redini di questo gioco della verità. Che rimescola le carte in tavole a suo piacimento. Che tenta di fare da Cupido a questa donna dai lunghi capelli scuri e la pelle bianca come il latte non pensando che potrebbe essere lui stesso un suo potenziale partner.

Cattura perché è riuscito a cambiare la sua vita. A non nascondersi più nell’alcol e nella droga e provare a vivere non mentendo a lui stesso pensando che quella fosse vita. Perché le bugie peggiori sono quelle che diciamo a noi stessi per non affrontare la realtà. Ma Hazard impara questa importante lezione.

Anche altre figure si possono incontrare in questo romanzo. Ma lascio il piacere al lettore di scoprirle e apprezzarle come ho fatto io. Perché sono tutte figure che non possono non suscitare simpatia in chi legge.

Un volume che suggerisco caldamente perché fa riflettere. Fa comprendere che è meglio essere onesti con se stessi e con gli altri affrontando tutte le conseguenze di questa condotta piuttosto che costruire un muro fatto di bugie e cose non dette che finiscono per logorare noi stessi e incrinare il rapporto con gli altri. Un romanzo che merita sicuramente l’acquisto e che va tenuto come un vademecum da riprendere ogni volta che si sente di poter ricadere nelle cattive abitudini.

Quindi cosa state aspettando? Cogliete l’occasione di buttare giù la maschera ed essere apprezzati per quello che siete invitandovi alla lettura di questo volume cliccando sul link che vedete qui sotto.

 

BUONA LETTURA!!!