Recensione libro: Il pane nudo di Mohamed Choukri

Buongiorno carissimi liberi e libere. Qui è Luna a tenervi compagnia con altri consigli per le vostre letture. Oggi voglio proporvi un volume senza filtri, consigliato per chi non è debole di cuore e ama le trame intense e ricche di significato. Un romanzo colmo di sentimenti ed emozioni che vengono sublimate con la scrittura. Sto scrivendo de Il pane perduto di Mohamed Choukri edito da Theoria.

La trama:

Si tratta del racconto dell’infanzia e dell’adolescenza di un giovane, Mohamed, nato in un povero villaggio berbero del Rif, tra i monti a nord del Marocco, trasferitosi con la sua famiglia negli anni quaranta, in seguito ad una grave carestia, dapprima a Tangeri, poi a Tétouan, con una breve parentesi a Orano (in Algeria), ed infine nuovamente a Tangeri.

Il ragazzo conoscerà ogni genere di esperienza, vivendo perlopiù in strada, per via dell’insostenibile situazione famigliare, con un padre alcolizzato ed estremamente violento ed una madre sottomessa e incapace di difendere i propri figli, uno dei quali viene addirittura ucciso, da piccolo, ad opera del padre stesso all’inizio del libro.

Ambientato negli ultimi anni della colonizzazione francospagnola del Marocco, il libro si conclude nel 1956, quando il giovane, ormai ventenne, decide di frequentare una scuola per imparare a leggere e scrivere, nello stesso momento in cui il Marocco accede all’indipendenza.

Il romanzo è in gran parte autobiografico. Il protagonista ha lo stesso nome e gli stessi dati anagrafici dell’autore, che come lui rimase analfabeta fino a vent’anni.

Esso costituisce la prima parte di un’ideale trilogia autobiografica, cui faranno seguito i due romanzi Il tempo degli errori (Zaman Al-Akhtaâ1992) e Facce (Wujuh2000).

L’autore:

Mohamed Choukri (berbero: Muḥemmed Cikri, Arabo: محمد شكري) (Ayt Chiker, 15 luglio 1935 – Rabat, 15 novembre 2003) era un autore e romanziere marocchino noto per la sua autobiografia For Bread Alone (al-Khubz al-Hafi – Hunger Years) di cui un milione di copie vendute, e quale dal drammaturgo americano Tennessee Williams descritto come “Un vero documento di disperazione umana, sconvolgente nel suo impatto”.

Choukri è nato nel 1935 ad Ayt Chiker, una piccola città nel Montagne del Rif, in provincia Nador. È cresciuto in una famiglia molto povera.

È fuggito dal padre tirannico in giovane età ed è diventato un bambino senza casa nei quartieri poveri di Tangeri, circondato da miseria, prostituzione, violenza e abuso di droghe.

All’età di 20 anni decide di imparare a leggere e scrivere. In seguito divenne insegnante. Ha cominciato a scrivere i suoi capolavori sotto l’impulso dello scrittore Paul Bowles.

La mia recensione:

Devo ringraziare un ragazzo che ha origini marocchine per la scoperta di questo romanzo. Un volume che mette i brividi fin dalla prima pagina.

Quello che colpisce è l’intensità della prosa, viva, ricca di odio, rabbia sublimati attraverso la scrittura. Ci si sente indignati nel leggere dell’infanzia vissuta dall’autore. Un’infanzia cupa, vissuta tra miseria, povertà, fame e terrore.

Si perché questo scrittore narra tutte le violenze che ha subito dal padre, la paura di venire violentato o derubato in quei quartieri poveri e malfamati del Marocco.

Un’altra cosa che viene messa in luce, oltre la violenza, è la condizione delle donne, che dovevano tacere e accettare mariti violenti e assenti.

La madre di Mohamed però ha insegnato a suo figlio cosa vuol dire amare, perché lo ha difeso e aiutato in tutti i modi possibili di salvarlo dal mostro paterno.

Ci si chiede come sia stato possibile che un bambino abbia potuto subire tali atrocità e resistere a condizioni quasi estreme di fame e miseria.

Di fondamentale importanza è leggere della tenacia con la quale lo scrittore ha resistito a tutto quello che ha vissuto, nonostante in lui si sia creata una visione di amore un po’ violenta, frutto di ciò che vedeva nel rapporto tra i suoi genitori.

Di vitale importanza è la scrittura. Qui viene messo in evidenza come saper leggere e scrivere siano necessari per formarsi una cultura e non farsi fregare da chi ci mette sotto mano pezzi di carta in cui vediamo solo scarabocchi. Cosa che purtroppo poteva avvenire in una terra come il Marocco.

Dunque l’accento viene posto sull’istruzione e sul fatto che non è mai troppo tardi per imparare e ricrearsi una vita nuova che serva a scongiurare tutte le sofferenze del passato.

Un romanzo che è anche una valida testimonianza sui costumi del mondo arabo, che risulta avere una visione patriarcale con poche aperture verso altri modi di pensiero.

Quindi assolutamente da leggere per lo spessore della trama, delle emozioni che troverete e della forma di ribellione e di denuncia che potete riscontrare.

Personalmente leggerò anche gli altri due volumi di cui è composta questa trilogia e sono sicura che non mi deluderanno come d’altronde non mi ha deluso neanche questo primo romanzo. Consigliato a chi ama appunto storie vere, intense, ricche di sensazioni e passioni.

Non resta che invitarvi alla lettura cliccando sul link che vedete qui sotto e…

BUONA LETTURA!!!

Su laFeltrinelli.it il regalo da Favola firmato Isabelle Allende