Recensione libro: Il circolo delle invincibili sognatrici di Ana Nieto

Buongiorno carissimi liberi e libere. Siamo sempre qui per voi a tenervi compagnia con i nostri consigli per le vostre letture.
Oggi vogliamo proporvi un volume che tratta del potere della mente, capace di plasmare il passato per renderlo più sopportabile, specie dopo aver subito un trauma o aver superato un aventi doloroso. Si tratta de Il circolo delle invincibili sognatrici di Ana B. Nieto edito da Salani.

La trama

Un circolo di lettura clandestino per sole donne si riunisce ogni mese nel seminterrato di Alice. Sbirciando dalla porta David, suo figlio, cresce osservando quelle donne colte e misteriose, ascoltando le parole sconosciute dei libri stranieri, vivendo le trame dei romanzi più avvincenti, fino al giorno in cui Alice sparisce all’improvviso senza lasciare traccia.
Solo una mente allenata alla fantasia come quella di David può trasformare la fredda realtà in una straordinaria avventura. Il mare diventa per David il luogo dove ritrovare Alice, un ponte tra il reale e l’immaginario, tra il passato e la memoria.
Durante gli anni trascorsi in un faro prima e nelle traversate in solitaria che lo renderanno un famoso navigatore poi, David imparerà a crescere e ad affrontare le sfide con coraggio, anche ad amare, a modo suo, e diventerà un adulto che ha dentro di sé il bambino sognatore di un tempo. Non importa come siano andati davvero i fatti se, come ci insegna David, la realtà non è altro che un dettaglio davanti al potere della fantasia.

L’autrice

È nata a Madrid nel 1978. È scrittrice e sceneggiatrice. Ha studiato Comunicazione audiovisiva, Arte e Pubblicità.

Fin da piccola appassionata di storia e mitologia, ha trascorso un anno in Irlanda per approfondire la mitologia del luogo e nel 2013 ha pubblicato il primo libro di una trilogia ispirata alla cultura celtica.

Il circolo delle invincibili sognatrici ha ricevuto unʼaccoglienza entusiastica in Spagna, ricevendo recensioni da cinque stelle e il plauso della critica.

 

  • Titolo: Il circolo delle invincibili sognatrici
  • Autore: Ana B. Nieto
  • Editore: Salani
  • Genere: Narrativa spagnola
  • Data pubblicazione: Gennaio 2020
  • Numero pagine: 229
  • Prezzo copertina: 15,20 €
  • Prezzo e-book: 9,99€
  • Narrazione: Prima persona

 

 

 

 

 

 

 

 

La mia recensione

A volte mi piace far scegliere i libri al caso, che ha voluto fosse proprio Il circolo delle invincibili sognatrici a rientrare tra le mie letture.
E devo dire che sono stata piacevole sorpresa. Mi ha fatto ritrovare la speranza, il coraggio per superare qualunque avversità. E coraggio e speranza sono i comuni denominatori di tutto il romanzo.

Non è stata una lettura semplice da affrontare. Perché ci si trova di fronte alla storia di un personaggio, David, che praticamente non sembra mai essere cresciuto.

Fin da quando era bambino si è creato un suo mondo fantastico fatto di tutta la bellezza è l’asprezza del mare. Derivato anche dalla lettura de Le Cronache di Narnia e da una particolare simpatia per il principe Caspian.

La realtà che si è creato gli ha permesso persino di entrare nel Guinness dei primati per aver compiuto nell’arco di tre anni, da quando aveva 18 anni fino ai 21, il giro del mondo in barca a vela.

Il mare, quindi, è tutto per David. Circonda ogni suo pensiero. Diventa la sua realtà. Attraverso questo mondo immaginario fatto d’azzurro è riuscito ad accettare una verità per lui altrimenti insopportabile. Piena di dolore e sofferenza.

È sempre stato alla ricerca della figura materna che lo aveva lasciato quando era poco più che un bambino e della quale non ha più avuto notizie. Lui sapeva solo che sarebbe tornata presto. Ma presto non è mai arrivata.

Per accettare la sua scomparsa quindi si era inventato che fosse una creatura divina appartenente all’acqua. Una Nereide. O meglio, una delle cinquanta Nereidi. Ognuna delle quali assolveva ad un compito specifico legato al mare.

Solo grazie a queste fantasie è riuscito ad intraprendere una lunga navigazione che lo ha fatto entrare nei Guinness dei primati.

Questo suo mondo era anche un mondo, forse l’unico per sentire vicino la figura materna, per mantenere ancora vivo il suo ricordo.

Il suo mondo immaginario però nasconde il grave disturbo chiamato anche dissociazione dalla realtà. Questo disturbo però non è stato volutamente curato dalla psicologa che lo aveva in terapia perché non riteneva giusto privarlo di ciò di cui la sua mente era convinta.
Perché gli avrebbe creato solo più sofferenza e anche perché non apparteneva  alla cerchia dei criminali.

Tutta la vicenda di David viene narrata attraverso gli occhi di una giornalista, che abita nel suo stesso paese e che venuta a conoscenza della sua storia voleva rendergli omaggio scrivendo un articolo su di lui. La giornalista così legge anche il diario che teneva quando era bambino.

Questa donna poi vuole anche venire a capo della scomparsa della madre di questo uomo. Una figura della quale sembra essere perduta ogni traccia.

E la curiosità e le sue indagini la portano a scoprire una triste realtà su di lei e anche il fatto che l’acqua è sempre stata il suo elemento. Dunque le convinzioni di David non erano così distanti dalla realtà.

Questo romanzo vuole evidenziare le capacità della mente. Più potente di qualsiasi altro meccanismo. Riesce a plasmare la realtà a suo piacimento soprattutto quando ci sono di mezzo eventi altrimenti duri da digerire.

Cosi è stato per questo uomo. Cosi è stato anche per altre persone che hanno affrontato traumi diversi come il tradimento della moglie, o che sono state vittime del nazismo o del terrorismo.
Perché la mente, di fronte a questi eventi drammatici si crea le sue risorse, le sue convinzioni per rendere il mondo reale più sopportabile.

Una cosa in cui mi sono trovata in disaccordo è stato leggere David descritto come un egoista. Descrizione che non ho trovato coerente con il personaggio. Tutti i riferimenti al mare saranno anche esempio di egoismo ma sono frutto di una mente che ha dovuto superare un lutto e che ci è riuscita rifugiandosi appunto nel suo mondo fatto di azzurro.
E poi non l’ho trovato egoista, perché comunque leggiamo che ha trovato una moglie che ha condiviso con lui il suo dolore.

David più che altro merita di essere descritto come introverso, rinchiuso nel suo faro. E non può essere altrimenti visto che pur di non soffrire ancora lo vediamo rimanere un po’ bambino.

Un romanzo particolarmente delicato e toccante. Che affronta un argomento profondo pur mantenendo un tono leggero.

Indicato a chi vuole ritrovare il coraggio e la speranza per superare le avversità. A chi vuole guardare il mondo con gli occhi di un bambino.

Quindi non ci resta che invitarvi alla lettura di questo volume cliccando sul link che vedete qui sotto e…

BUONA LETTURA!!!