Recensione libro: Il circolo delle ingrate di Elizabeth von Armin

Buongiorno carissimi liberi e libere. Siamo sempre qui a tenervi compagnia con i nostri consigli per le vostre letture. Oggi vogliamo proporvi un volume adatto a tutte le libere indipendenti e ostili al matrimonio. A tutte le libere con un spirito filantropico, dedito agli altri. Si tratta de Il circolo delle ingrate di Elizabeth von Armin edito da Bollati Boringhieri.

La trama

Anna coltiva un unico, profondo desiderio: essere indipendente. E invece, orfana e costretta a vivere a carico della ricca cognata – a sua volta mossa dal solo desiderio di maritarla al miglior partito su piazza e togliersela di torno –, Anna rifiuta i corteggiatori e si convince di esser condannata a una vita dimezzata.

Fino a quando non accade l’impensabile: un’inaspettata, cospicua eredità arriva a cambiarle la vita e a garantirle l’autonomia tanto desiderata. Ma arrivano anche le impreviste ma prevedibili difficoltà. Colta da un irrefrenabile impulso di generosità, Anna decide di condividere la sua fortuna, e concepisce un progetto filantropico inteso a donare la felicità a dodici donne provate dalle asprezze della vita. Ma dopo una spassosa girandola di situazioni che l’ingenua Anna non poteva immaginare, tutto precipita.

Con la verve che distingue la sua scrittura, Elizabeth von Arnim ritorna a un tema che le sta particolarmente a cuore, l’indipendenza femminile. Mettendo con delicatezza alla berlina la protagonista e il suo progetto improbabile, Elizabeth von Arnim dà voce al tema del destino delle donne, sempre legato al matrimonio, e di quali concrete alternative si possano davvero presentare a chi desideri restare «fuori dal coro».

Una riflessione originale e quanto mai divertente sul rapporto tra indipendenza e realizzazione personale, sulla capacità di condivisione e l’assuefazione all’ingratitudine. Un libro che è ancora una volta possibile definire, come del resto tutti gli altri romanzi di questa scrittrice amatissima dal pubblico italiano, un distillato di intelligenza e ironia.

L’autrice

Nata col nome di Mary Annette Beauchamp a Kirribilli Point, in Australia, da una famiglia della borghesia coloniale inglese, era cugina della scrittrice Katherine Mansfield. Visse a Londra, Berlino, in Polonia e infine negli Stati Uniti. Si sposò due volte – entrambi i matrimoni furono infelici – ed ebbe cinque figli, fra i cui precettori ci furono E.M. Forster e Hugh Walpole. Fra un matrimonio e l’altro, fu l’amante di H.G. Wells. Fu una scrittrice molto prolifica e di grande successo.

 

 

  • Titolo: Il circolo delle ingrate
  • Autore: Elizabeth Von Armin
  • Editore: Bollati Boringhieri
  • Genere: Narrativa inglese
  • Data pubblicazione: Febbraio 2012
  • Numero pagine: 393
  • Prezzo copertina: 11,21€
  • Prezzo e-book: 6,99€
  • Narrazione: Terza persona

La mia recensione

Ero curiosa di leggere questo romanzo. E sono rimasta quasi soddisfatta tranne per la morale che se ne evince. Ovvero che comunque la donna trova una vera indipendenza solo con il matrimonio. Che non possa sentirsi bene anche senza compagno.

Infatti nel finale si legge che:

“La morale di questa storia è semplice. Tutte le donne stanno meglio sposate. Le loro aspirazione possono essere elevate da far onore anche da far onore al più nobile spirito maschile, ma la carne femminile è assai debole. Non sa reggersi da sola di una guida costante. E’ una materia eccellente ma pur sempre grezza”

Per il resto è un volume a mio avviso imperdibile, dove si entra in contatto con la nuda e cruda verità sull’animo umano. Sulla difficoltà a gestire le emozioni forti quando si è ancora giovani.

Tornando alla recensione. Mi soffermerò a delineare i personaggi che si incontrano e le ragioni per le quali sono riuscita a entrare in empatia o meno con loro.

Partiamo con la protagonista, Anna. Una figura che ha sempre voluto essere indipendente. Pur non essendo nella posizione giusta per esserlo essendo povera. E all’epoca essere una donna povera e senza una ricca dote non era un buon biglietto da visita.  Ha sempre ostacolato e rifiutato ogni proposta di matrimonio. Perché il suo spirito autonomo è forte.

E’ questa è la motivazione per la quale sono riuscita ad entrare in empatia in simpatia con questo personaggio. E’ talmente decisa a difendere ogni suo desiderio di emancipazione che non si può non essere travolti dalla sua determinazione a voler difendere questo principio. L’ho apprezzata ancora di più quando i suoi progetti diventano realtà. Infatti riceve una da un suo defunto parente una proprietà di campagna che la rende ricca.

Anna vuole fare di questa magione un ricovero per le donne che hanno avuto un triste trascorso e che li potranno finalmente trovare la felicità. Per farlo si mette all’opera. Si fa consigliare, in particolare dal pastore Manske, da Dellwig, colui che ha sempre gestito il potere assieme al defunto parente di lei, e il suo Axel Lohm. Una figura anche lui particolarmente convinta dei suoi ideali.

Grazie a loro riesce a trasformare il suo sogno in realtà. Ma dopo l’arrivo delle sue nuove amiche comprende che questo suo progetto non la rende pienamente felice. Pur essendo finalmente ricca, autonoma economicamente non si sente totalmente realizzata. Comprende che le manca qualcosa. Le manca l’amore e lo trova nella figura per la quale non avrebbe mai pensato di provare quel sentimento.

Altro personaggio con cui sono ad entrare in sintonia è appunto Axel Lohm. Un uomo discreto. Le sue caratteristiche principali sono che è dotato di saldi principi ed è di una calma sovra umana. Fin da quando incontra Anna scatta qualcosa in lui che rende le sue caratteristiche ancora più marcato. Nonostante sappia che questa giovane sia decisa a voler dimostrare di essere indipendente, di sapere gestire il suo progetto senza aiuti lui le resta vicino.

Cerca di offrirle i suoi consigli e si rende utile come può. E’ la figura che in tutte le vicende subisce i peggiori trattamenti che si possono ricevere. Per fortuna il suo comportamento, la sua condotta sono e restano sempre impeccabili e gli rendono giustizia. Infatti riesce a coronare il suo desiderio d’amore con questa ragazza all’apparenza indomabile.

Altre figure che si possono incontrare sono la cognata di Anna, Susie. Una figura che con la quale ho instaurato un rapporto di amore/odio. Essa ha sempre contato sul denaro, ha sempre cercato di trovare un buon partito per Anna la quale ha sempre snobbato questo tentativo. Ma in fin dei conti aveva ragione lei. Se poi la morale che si evince da questa narrazione è che le donne stanno meglio sposate non si può di certo darle torto e definire dunque Anna un ingrata Ma questa morale di certo non può essere applicata al suo matrimonio. Perchè Susie è legata ad un uomo che l’ha spostata solo per la sua ricca dote e che la rende infelice.

Poi compare anche la principessa Ludwig. Governante del podere di Anna. Una donna falco. Dedita alla sua padrona e a vegliare sul suo podere e proteggerla dai a persone che vogliono solo approfittarsi di lei per i loro scopi. Come il signor Dellwig che aveva sempre amministrato la proprietà ed era convinto di poter riuscire a manipolare una giovane inesperta come la nuova padrona. Solo per potersi vantare con gli altri. Solo che Anna per fortuna non si rivela così sprovveduta e per realizzare il suo progetto studia bene appunto per non fallire. In amore invece questa padrona di casa si rivela davvero inesperta. Le ci vuole tempo per riconoscere quel meraviglioso stato d’animo.

Poi c’è Letty. La nipote di questa giovane emancipata. A mio avviso è lei la vera ingrata. Dal del filo da torcere alla zia. Per fortuna però si ravvede. Ammette le sue colpe e quindi si salva agli occhi del lettore.Gli altri personaggi li lascio scoprire a voi lettori e giudicarli da voi.

Un appunto sullo stile e la narrazione: sono a mio parere encomiabili. Ci si trova a vivere le vicende come se fossimo noi lettori a viverle in prima persona. Pur essendo il tutto in terza persona. Una scelta narrativa che in teoria dovrebbe cerare distacco ma che invece non fa altro che avvicinare il lettore alla storia e prendersi cura lui stesso di ciò che legge. Quindi questo volume presenta un alto livello di coinvolgimento e lo stile è dunque particolarmente descrittivo. Talmente descrittivo che sembra di toccare con mano e annusare il profumo dei fiori, i libri, le pareti bianche.

A mio parere è risultato un libro avvincente. Mai noioso Con punti in cui ci si trova a a ridere fino alle lacrime. Un romanzo appassionante e appassionato come doveva essere l’autrice . Della quale leggerò di sicuro tutti gli altri suoi scritti ora che l’ho scoperta.

Quindi se anche voi siete determinate a voler difendere i valori in cui credete non ci resta che invitarvi a leggere questo libro cliccando sul link che vedete qui sotto e…

BUONA LETTURA!!!