Recensione libro: Caffè Voltaire di Laura Campiglio

Buongiorno carissimi liberi e libere. Siamo sempre qui per voi a tenervi compagnia con i nostri consigli  per le vostre letture.

Oggi vogliamo dedicare il presente volume a tutti colori che hanno tra i trenta e i quaranta anni, che vivono nel precariato.

A coloro che fanno mille lavoretti pur di arrivare a fine mese. Un volume dedicato anche a chi è appassionato di politica. A tutti i nonni, i veri lumi di oggi, che sono sempre li a sostenere i nipoti e offrire tutta la loro saggezza.

La trama:

Svoltati i trentacinque, Anna Naldini ha la sensazione di ritrovarsi dalla parte sbagliata della trentina: quella in cui la sbornia diventa dura da smaltire, ma soprattutto quella in cui dai progetti è ora di passare ai bilanci.

Ma c’è di peggio. Nel giorno del suo compleanno perde la più importante tra le otto collaborazioni precarie di cui si fregiava il suo barocco curriculum: il lavoro di reporter per “La Locomotiva”, il quotidiano di sinistra per antonomasia.

Non si scoraggia, e dopo la sbronza di rito è pronta a rimettersi in gioco dal tavolino del Caffè Voltaire, il suo bar di riferimento. Sarà il giornale più a destra del paese, “I Probi Viri”, a proporle di seguire una campagna elettorale che si preannuncia agguerritissima dopo l’improvvisa caduta del governo.

Perfetto, se non fosse che “La Locomotiva” la richiama: ad Anna non resta che celarsi dietro due pseudonimi – Voltaire e Rousseau – e gettarsi nell’agone politico, prestandosi a un doppio gioco in cui vero e falso si confondono sempre di più. Nell’epoca della post-verità, si può scrivere tutto e il contrario di tutto sperando di uscirne indenni?

Tra slogan elettorali, scorrettezze di bassa lega e fake news (con l’aggravante di un inatteso incontro romantico), Anna si renderà conto che fare la cosa giusta non è facile come sembra. E pensare che tutto è iniziato con un innocuo motivetto francese sugli illuministi, Voltaire e Rousseau appunto, che il nonno Pietro da Lomello, un vecchio saggio pragmatico e ironico, le cantava quand’era piccola…

L’autrice:

Laura Campiglio ha scritto per diverse testate, tra cui “GQ” e “Rolling Stone”. Cura su “Cronaca Vera” la rubrica Al posto del cuore, da cui è stato tratto un programma radiofonico in onda nel 2018 su Rai Radio2. Ha esordito nel 2007 con Dario Flaccovio Editore e questo è il suo terzo romanzo.
Vive a Milano con le figlie Lola e Isabella ma resterà sempre una (ex) ragazza di provincia.

 

  • Titolo: Caffè Voltaire
  • Autore: Laura Campiglio
  • Editore: Mondadori
  • Genere: Narrativa italiana contemporanea
  • Data pubblicazione: maggio 2020
  • Numero pagine: 240
  • Prezzo copertina: 17,10 €
  • Prezzo e-book: 9,90 €
  • Narrazione: Prima persona

 

 

 

 

 

 

La mia recensione:

Avevo scelto questo libro ispirata dal titolo. Senza leggere prima la sinossi. E il primo impatto è stato un po’ diverso da quello che mi aspettavo. Anche perché non me ne intendo molto di politica. Nel complesso è stata una lettura piacevole e divertente.

Viene messo in scena quello che qualsiasi persona tra i trenta e i quaranta anni si ritrova ad affrontare.

Un esistenza precaria, fatta di un lavoro che non è fisso. Una vita incerta, in cui si è costretti a sdoppiarsi pur di arrivare a fine mese.

Anna Violetta, la protagonista del romanzo, è l’emblema di questo scenario. Giovane, ma non più giovanissima, vive nella Milano bene e il suo desiderio è fare la giornalista.

Scrive per alcune testate ma i suoi contratti sono a tempo determinato. Gli affetti che ha almeno sono sicuri.

Un nonno sul quale poter fare sempre affidamento, che si ricorda sempre del suo compleanno. Delle amiche un po’ pazze, Jolanda e Francesca con le quale condivide serate ad alto tasso alcolico, o caffè della mattina.

Questa giovane palindroma è anche un’assidua frequentatrice di un noto bar chiamato Caffè Voltaire, nome del noto illuminista al quale affida tutte le sue disgrazie.

E’ un personaggio unico. Spicca per il suo animo da segugio. Sempre in cerca di trovare uno scoop. Possiede inoltre un animo determinato, tagliente dovuto alla sua carriera di giornalista.

Allo stesso tempo rivela un lato fragile, insicuro.
Lo dimostra il fatto che per certe avversità chiama sempre il suo prefe che è lì pronto ad ascoltarla e darle anche il suo aiuto.

Di Anna Violetta poi mi ha conquistato il modo in cui sceglie di affrontare le sue paure.

Non mi ha convinto però la sua parte che risulta più incline alla depressione e ad alzare il gomito. Certo che questa donna è un osso duro, anche se barcolla non molla.

Altra figura che in questo volume suscita molta simpatia è il nonno di questa giornalista. E’ come direbbe la nipote immortale.

Una figura sia antica che moderna. Ha vissuto un periodo buio e doloroso come la guerra ed è vivo per raccontarlo e condividerlo.

Tira lui su di morale la nipote, ed è lui che si ricorda sempre di lei. Quindi appare un personaggio amabile, amorevole e di spirito.

La narrazione è un punto di forza del romanzo. È sdoppiata, tranciante e irriverente come lo è la protagonista dello stesso.

E’stato divertente seguire le imprese di questa giornalista costretta a dividersi per lavoro.

E’risultato simpatico anche leggere della campagna elettorale che questa ambiziosa scrittrice segue  e assistere alla nascita di un improbabile amore con il un uomo con il quale condivide una notizia in grado di cambiare le sorti del paese.

Una lettura avvincente, piacevole,  che non vi annoierà. Adatta a chi ha una doppia anima e chi possiede uno spirito critico e occhio osservatore.

Quindi non ci resta che invitarvi alla lettura di questo romanzo cliccando sul link che vedete qui sotto e…

BUONA LETTURA!!!