Recensione film: Noi siamo tutto

Buongiorno amici lettori, pronti per ripartire e cominciare una nuova giornata? Bene, e perchè non farlo leggendo questa recensione di un film che saprà offrirvi molti spunti di riflessione e farvi ricaricare le pile. Si perchè ioggi vi parlo di Noi siamo tutto, un film con una protagonista che ha una voglia enorme di vivere e molta grinta e la trovo un esempio da cui prendere spunto.

La trama:

A causa di una grave malattia che non le permette di uscire fuori di casa, la protagonista di Noi siamo tutto, Maddy (Amandla Stenberg), ha raggiunto la maggiore età senza vivere nemmeno una delle piccole esperienze sperimentate dai suoi coetanei. Cresciuta in una gabbia dorata con la sola compagnia della madre e dell’infermiera Carla (Ana de la Reguera), non ha mai ricevuto il primo bacio, né visto da vicino l’oceano e la spiaggia, se non in fotografia. Le uniche avventure concesse sono contenute nella pila di volumi letti sugli scaffali, quelle future nei libri che non ha ancora sfogliato. Così si è rassegnata a condurre un’esistenza di emozioni surrogato, priva di legami affettivi e relegata tra le pareti domestiche. Il cambiamento arriva con il rombo di un camion dei traslochi che imbocca il vialetto. I Bright, trasferitisi nella casa accanto, spediscono il figlio Olly(Nick Robinson) a presentarsi secondo le regole del buon vicinato, con in mano un invitante ciambellone appena sfornato. Olly nota Maddy nonostante lei cerchi di nascondersi in camera sua, e da allora prova a comunicare con la ragazza in tutti i modi possibili, attraverso vetri, finestre, sms e bigliettini di carta. Tra i due nasce una tenera amicizia, destinata a sfociare in un legame profondo e indissolubile che non potrà essere arginato da una semplice porta chiusa a chiave.

  • Titolo: Noi siamo tutto
  • Regia: Stella Meghie
  • Data uscita: settembre 2017
  • Genere: Drammatico, sentimentale
  • Attori: Amandla Stenberg, Nick Robinson,
  • Prezzo amazon: 12,99 €

 

 

 

 

 

 

 

 

La mia recensione:

Per amore si finisce per compiere degli sbagli. Si tiene talmente tante alle persone amate da rischiare di proteggerle troppo per paura di perderle. Questo è quanto accade in Noi siamo tutto.

Madeline è convinta di avere una malattia incurabile che la tiene rinchiusa come in una campana di vetro. Senza possibilità di conoscere il mondo, di fare le proprie esperienze. Senza possibilità di socializzare e di vedere il mare che tanto desidera. Tutto cambia quando giunge nel paese un vicino, Ollie, di cui farà conoscenza e del quale finisce per innamorarsi.

Grazie ad Ollie, Madeline si rende conto che può trasformarsi in una persona normale, senza sentirsi malata. Con Ollie si sente libera di rompere gli schemi, di uscire da quella bolla di sapone in cui era stata rinchiusa e si trasforma finalmente da bruco a farfalla.

é l’amore che rende Madeline forte, indipendente e la fa sbocciare come una splendida rosa. L’amore la fa anche scontrare con sua madre che la teneva rinchiusa perchè temeva di perderla.

Ho adorato questo film. Pensavo fosse strappalacrime come Colpa delle stelle invece è risultato anche divertente. Gli attori sono stati sensazionali nell’interpretare la loro parte. Madeline mi ha catturato con la sua energia, la sua voglia di vivere la vita senza sprecarne neanche una briciola. Mi ha colpito perchè nonostante la malattia si tiene impegnata in svariate attività che la rendono ancora di più una figura interessante. Ollie invece mi ha intenerito, mi ha conquistato con la sua delicatezza con cui si pone verso Madeline e la rende in grado di spiccare il volo. Rimane impressa perchè sa trovare il bello delle cose nonostante la malattia e le difficoltà. Sa vedere oltre. Anche l’infermiera mi ha favorevolmente colpito nel suo ruolo di cupido e con la tenerezza con la quale si prende cura della protagonista in ogni aspetto della sua vita. Infine ho compreso la madre di Madeline. ho capito le sue paure e mi ha intenerito il suo lato iperprotettivo.

Un film che fa riflettere. Una pellicola che dona la forza giusta per affrontare la vita e viverla fino alla fine coma fa la protagonista. Da da pensare. Offre un insegnamento. Fa capire che si può volere bene ma essere troppo protettivi non serve. Rende solo le persone più fragili e insicure. Anche se questo non è il caso che visto che la figura principale è un personaggio coraggioso, che dimostra di sapersela cavare, riesce a fare le proprie esperienze come ogni altro normale adolescente. Un personaggio che arriva a perdonare la propria madre apprendo così anche più matura della sua età. Un film che fa capire che a volte è giusto farsi da parte e lasciare i figli liberi di crescere, di sbagliare, per renderli più forti e in grado di far fronte a tutte le incombenze della vita.

Un film che mi ha conquistato per molti aspetti. Innanzitutto per i colori sgargianti che indossa Madeline e che mi hanno ricordato molto Dora l’esploratrice. Per i rimandi a Romeo e Giulietta e al Piccolo Principe. Si perchè Ollie e Madeline mi hanno ricordato molto la celebre coppia shakespeariana anche se qui ad ostacolarli c’è un vetro e non sono presenti invece discordie familiari, e il classico romanzo di Saint-exupery perchè la madre della protagonsita mi ha ricordato molto il personaggio talmente attaccato alla sua rosa da tenerla rinchiusa in una campana di vetro per conservare intatta la sua bellezza.

Dunque una grande pellicola che insegna a vincere le proprie paure e a non lasciarsi condizionare da esse.