Recensione film : A beautiful mind

Buongiorno a  tutti voi amici lettori, oggi propongo la recensione di un film che ho rivisto di recente, si intitola A beautiful mind.

La trama

A Beautiful Mind si ispira alla vita di John Forbes Nash Jr. Di origini medio borghesi, Forbes nacque in una piccola città della Virginia occidentale il 13 giugno 1928 e, per oltre cinquant’anni è stato considerato un mito negli ambienti della ricerca matematica. Grazie al suo studio della teoria dei giochi, negli anni 50 diventò l’astro nascente della “nuova matematica”. Poco a poco, vittima di una grave forma di schizofrenia, Nash sprofondò in un mondo tutto suo, convinto che le sue allucinazioni fossero realtà. Passò diversi anni in ospedali psichiatrici, ma durante la sua assenza, la teoria dei giochi acquistò un ruolo di importanza fondamentale nei campi dell’economia e degli affari. Nel 1994, Nash aveva riacquistato il pieno controllo della sua vita e ripreso le ricerche. In quello stesso anno venne insignito del Premio Nobel per l’economia

mind

 

  • Titolo: A beautiful mind
  • Regia: Ron Howard
  • Anno: 2001
  • Produzione: Universal Pictures, Dreamworks SKG, Imagine Enteratainment
  • Cast: Russell Crowe ( John Nash), Jennifer Connelly (Alicia Larde Nash) , Ed Harris (William Parcher)

 

 

La mia recensione

Dal titolo del film mi sarei aspettata di vedere la storia di un genio, che grazie alle sue capacità, riesce a fare scoperte di una portata straordinaria. Mi ha sorpreso invece constatare che il genio c’era, ma che la sua vita era tutt’altro che facile. Anche lui, seppure dotato, si confronta con i problemi della vita reale. Fa fatica a socializzare per il suo essere diretto, e spesso non si sente compreso perché cerca l’idea originale sul quale poi svolgere le sue ricerche. Egli inoltre soffre di una malattia che lo porta ad avere allucinazioni, ad essere paranoico e a vedere il male dove non esiste. A causa della malattia si è costruito un mondo parallelo che lo conforta, gli consente di dare uno scopo alla sua grande abilità, quella di decifrare codici.

Nonostante la sua malattia sia davvero complicata da gestire John è davvero fortunato e ha una moglie devota che gli è accanto e lo sostiene: Alicia. Con pazienza e con amore è stata capace di fargli aprire gli occhi sulla sua malattia, ad aiutarlo a distinguere tra ciò che è reale e ciò che non lo è. Il rapporto tra i due è fatto di amore- odio. La moglie è combattuta, a volte vorrebbe lasciare John a volte invece gli appare la persona più desiderabile del mondo. Essa nonostante le difficoltà decide di restargli accanto fino alla fine nel bene e nel male.

La forza d’animo che contraddistingue Alicia è propria anche di John. Un uomo che non si perde d’animo di fronte alla malattia. La affronta e cerca di ignorare le allucinazioni che essa gli provoca e a riprendersi la sua vita.

Un film che vi consiglio per sia per il modo dolce – amaro di rappresentare i risvolti di una malattia complessa e drammatica come la schizofrenia, ma anche per il cast d’eccezione. Russell Crowe in particolare ha saputo interpretare magnificamente il personaggio di John Nash, rendendo in modo sorprendente sia il genio sia la follia di questo personaggio. Una interpretazione che gli è valsa un golden globe come migliore attore in un film drammatico.