Recensione film, Dallas Buyers Club

La trama

Un film tratto da una storia vera e ambientato nel Texas degli anni Ottanta. Il dissoluto Ron Woodroof, tossicodipendente e omofobo, scopre di essere malato e gli viene diagnosticato l’HIV. La sua aspettativa di vita è di soli trenta giorni. La sua determinazione a vivere e l’incontro con alcuni medici fanno si che quei trenta giorni rimasti diventino sette anni.

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  • Titolo: Dallas Buyers Club
  • Regia: Jean Marc Vallee
  • Genere: stroico, biografico
  • Distribuzione: Good Films
  • Cast:  Matthew Mc Conaughey (Ron Woodrof) , Jared Leto (Rayon), Jennifer Garner (Dott.ssa Eve Saks)

 

 

 

 

 

La mia recensione:

Questo è un film che mi ha davvero sorpresa. Inanzitutto per il tema trattato. L’aids. Una malattia di cui si fatica a parlare e che fa paura. Inoltre sono stati una rivelazione gli attori che hanno interpretato i personaggi.

Matthew Mc Conaughey  interpreta Ron Woodroof, operaio in un’industria petrolifera, nonché donnaiolo. Quando scopre di avere questa malattia, la sua vita viene sconvolta. Perde gli amici che lo credono omosessuale. Viene emarginato. Arriva a rifiutare ogni cura perché pensa di essere ormai spacciato. Scopre però un medicinale che promette la guarigione, l’AZT, e fa di tutto per ottenerlo. Tutto sembra tornare al punto di partenza quando si viene a conoscenza che il farmaco non cura l’aids, ne rallenta solo il decorso e risulta dannoso se somministrato a lungo termine. Questa notizia non abbatte Ron, che anzi si dimostra sempre più determinato a vivere.

Egli va alla ricerca di un rimedio che lo possa far stare meglio. Una cura che gli garantisca un’esistenza degna di questo mondo. E la trova. Un medico infatti gli consiglia di curarsi con una proteina, la peptide t e delle vitamine. La sua salute migliora. Ron  decide allora di aiutare non solo se stesso ma tutti coloro che hanno la sua stessa malattia e che sono in cura prendendo l’AZT. Vuole far conoscere i disastrosi risultati della cura con quel farmaco legale. Si batte per far si che la sua cura sia approvata e ne diffonde infatti i risultati che sta ottenendo.

Il film colpisce per l’interpretazione da oscar di Matthew Mc Conaughey. È stato capace di rendere la condizione di isolamento di chi si trova a vivere con questa malattia. Un isolamento non voluto, ma a cui è costretto a causa della crudeltà della gente. Per via del male che ha contratto è considerato “sporco”. Nonostante non sia accettato dalla società, sia diventato emarginato, non si lascia sopraffare dalla situazione. Sceglie invece di reagire e combattere. Sorprende il  coraggio con cui lotta e decide di aiutare anche coloro che vivono nella sua stessa condizione fornendo loro i farmaci con cui è solito curarsi ma che risultano illegali per le case farmaceutiche.

Splendida anche la performance di Jared Leto, che conoscevo solo in veste di cantante. Egli interpreta Rayon una transgender tossicodipendente in cura con l’AZT. Si è calato molto bene nella sua parte e ha saputo trasmettere il dramma di una persona malata che fatica a guarire a causa della sua dipendenza dalla droga. Vuole farsi curare ma ricade sempre nel suo vizio. Ron tenta di salvarlo. Fa di lui la sua segretaria nella speranza di strapparlo dalle cattive compagnie e abitudini di cui era vittima. Quello di Ron è un’ultimo disperato tentativo di far capire a Rayon che una vita dissoluta non porta nulla di bello e concreto come aiutare chi è nella tua stessa situazione.  Lui infatti ci è già passato. Era come lui ma è cambiato. Ha capito che non era la vita che voleva.