Recensione libro: Le bugiarde di Rebecca Reid

Buongiorno carissimi liberi e libere. Queste cupe giornate di pioggia sono l’ideale per immergersi in un bel thriller che nasconde bugie, segreti e scheletri nell’armadio. Infatti oggi vi consigliamo la lettura de Le bugiarde di Rebecca Reid edito da Piemme. Un volume che saprà mettervi i brividi e vi farà rizzare i capelli.

La trama

Peonie fuori stagione, difficilissime da trovare. Una chiesa di Londra gremita di gente elegante. La musica comincia e le porte si aprono. Ma a entrare non è una sposa: è una bara. Dentro c’è una di loro. Una delle tre amiche: Lila, Nancy, Georgia. Amiche da sempre, dai tempi del liceo.

Un’amicizia strana: fatta di dispetti più che di affetto, di piccoli tradimenti più che di lealtà, di tante bugie e pochissima verità. Eppure le tre donne sono complici, da sempre: nel proteggere qualcosa che solo loro sanno, e che non deve venire allo scoperto.

Qualcosa che è accaduto molto tempo fa, e che ancora le terrorizza. Ma quella complicità è anche la loro condanna, il legame che non possono spezzare. E quando una di loro minaccerà di farlo, di rendersi finalmente libera, per lei non ci sarà scampo. Perché, come si suol dire, certe amicizie durano fino alla morte, e certi segreti si portano nella tomba. Un thriller su quel grande mistero che è l’amicizia femminile, spesso più simile a un campo di battaglia in cui ogni arma è permessa: tra invidie, rancori, piccole grandi bugie, una storia spaventosamente vicina alla realtà.

L’autrice

È una giornalista freelance inglese. Scrive per The Telegraph, Metro ed Evening Standard, e lavora molto anche su radio e tv. Le bugiarde è il suo primo thriller, acquisito per una cifra vertiginosa dall’editore di Paula Hawkins, ed entrato nelle classifiche inglesi appena pubblicato.

 

  • Titolo: Le bugiarde
  • Autore: Rebecca Reid
  • Editore: Piemme
  • Genere: Thriller
  • Data pubblicazione: Luglio 2019
  • Numero pagine: 320
  • Prezzo copertina: 16,91€
  • Prezzo e-book: 9,99€
  • Narrativa: Terza persona

 

 

 

 

La mia recensione

Ci sono libri su cui nutri molte aspettative. Ti aspetti che riescano a conquistarti ma non appena leggi le prime righe fatichi ad andare avanti con la lettura. Proprio come un boccone amaro che non si riesce a mandare giu. Da brava lettrice però sono riuscita a leggerlo fino alla fine.

Cosi è stata l’avventura o meglio la disavventura con Le bugiarde.
Non sono riuscita a farmi piacere la storia e le figure che si incontrano strada facendo man mano che si avanza con la lettura.

Mi è sembrata tutta una farsa, una messa in scena. La recita della amicizia che amicizia non è.
Perché Georgia, Lila e Nancy si conoscono da una vita. Da quando erano assieme in collegio. Sono amiche per la pelle.

Ma è davvero amicizia la loro ? Si può definire tale un legame in cui non ti sentì libero di parlare dei tuoi problemi perché hai paura che gli altri sparlino di te? E’ amicizia un rapporto nel quale non si fa altro che prendersi in giro e si è legati forse solo per il proprio tornaconto personale? A voi lettori fornire una risposta.

Ecco è questa la ragione per cui non sono riuscita a farmi piacere questo romanzo .

Anche se la storia in se è avvincente, intrigante, le tre donne che si incontrano non vanno d’accordo con chi legge il racconto. Almeno così è stato per me.
Mi sono dovuta distaccare da loro. Ho addirittura gridato per le atrocità che queste tre perfide amiche fanno ad altre persone e si fanno anche tra loro.

L’unica cosa che le accomuna è che tutte e tre sognano un futuro brillante, un buon college e un buon partito come marito. Si scopre però che quella delle tre che sembrava più tranquilla, più affabile e con sentimenti sinceri è in realtà colei che tiene le redini.

Quella che riesce a mantenere in pieni il terzetto.
Proprio perché senza le altre due sarebbe stata quella che si potrebbe definire una ragazza invisibile.
Tutto questo però si scopre nel finale. La parte   Che sono riuscita a mandare giù.

Le due note positive che ho riscontrato in questo testo sono elencate qui di seguito.
Nota uno: l’autrice, forse per non rendere il tutto ancora più pesante ha dato alle protagoniste pan per focaccia. Perché tutte e tre sembravo avere difficoltà a concepire figli, non sembrano essere apprezzate dai loro genitori e soprattutto hanno dei pessimi mariti.

Tra Roo e Charlie non saprei chi vincerebbe il premio per il peggior marito dell’anno. Probabilmente andrebbero a pari merito.
Comunque almeno giustizia è stata fatta.

Nota seconda: il finale. Esso fornisce la chiave di lettura del volume. La parte che chiarisce la vera ragione per la quale le tre donne sono unite. Inoltre il finale rende il boccone meno amaro da digerire. Perché fa vedere la realtà delle cose. Perché sembra torturare le tre donne. Farle convivere per sempre con il senso di colpa. Com’è giusto che sia.

Per tutto il libro si sono divertite a prendersi in giro e prendersi gioco anche di altre figure che il finale rende necessario che debbano rendere conto dei loro peccati. Vediamo infatti le tre fare i conti con le loro responsabilità. Vediamo saltare fuori tutto gli scheletri nell’armadio. Farle convivere con il senso di colpa.
Quindi almeno sul finale il romanzo si salva. Poi avrei una domanda da fare all’autrice. Se stai leggendo che fine ha fatto il povero Brett ? Una delle poche figure per le quali ho provato simpatia. Scoprirete chi è se leggete o avete letto il volume. Voglio lasciare a voi la libertà di scoprire il romanzo e farvi una vostra opinione.

Consigliato in queste giornate dolce amare che si adattano perfettamente all’atmosfera inquietante che avvolge il testo.

Suggerito se siete impavide e volete cimentarvi in quella chi si può definire la recita del falso.
Quindi non mi resta che invitarvi a cliccare sul link che vedete qui sotto e…

BUONA LETTURA!!!